lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale 2012

da Gigi e MirkoS

domenica 21 ottobre 2012

PaGAGnini


PagaGnini proprio loro, già! con la G di gatto. Non confondiamoci con il pacco di Paganini o con il grande compositore. Loro sono un gruppo di quattro musicisti strepitosi, fantasiosi, comici, esilaranti e bravissimi.


Tutto ebbe inizio con una newsletter arrivatami nella mia casella di posta, si trattava delle solite offerte che ogni tanto intasano la nostra mailbox. C'era un invito a teatro per assistere a questo spettacolo al Teatro Olimpico di Roma ad un prezzo interessante: 10 euro per una poltronissima in platea. Convinco i miei soliti compagni di sventura, Bert, Luca e Valerio (quest'ultimo si rivelerà una sòla perché si fa venire la febbre proprio la sera dello spettacolo) ad andarlo a vedere. Tranne Bert, ma forse all'inizio nemmeno lui, ma tutti gli altri avevano capito che saremmo andati a vedere il ballerino -_-"

Quattro musicisti eccezionali capaci di coinvolgere il pubblico di tutte le età specialmente quelli più piccoli. Bellissime sono state le risate spontanee e gioiose dei bambini in sala che ti contagiavano e ti rapivano in un riso collettivo.


Un perfetto connubio tra musica classica e momenti di sottile umorismo. Dichiarano che "il genio personale di Paganini (stavolta senza la G ndr) è stato un riferimento di particolare importanza durante la creazione di tutto lo spettacolo, non solo nel titolo. Le complesse composizioni del violinista, il carattere spericolato e le sue interpretazioni sorprendentemente talentuose, riflettono lo spirito di PaGAGnini".

E' stata una serata bellissima: spettacolo divertente e compagnia d'eccezione.

Sono al Teatro Olimpico fino al 21 ottobre cioè stasera, quindi siete ancora in tempo per andarli a vedere.

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domenica 26 agosto 2012

Vacanza a Londra #einvece


Non ci crederete, ma io non sono mai stato a Londra. Così come non sono mai stato a Berlino o Barcellona o, peggio ancora, a Mikonos. Sono i tipici viaggi che i ragazzi fanno appena compiuti i 18 anni se non anche prima. Non mancò certamente la voglia né il dinero, mancò invece la compagnia e, poiché a me, pur adorando i viaggi, non piace viaggiare da solo, non li ho mai fatti. 

In primavera arriva un bel invito: perché non andiamo in vacanza a Londra? Ovviamente i miei occhi luccicavano di gioia perché, non solo andavo in un posto che avrei voluto visitare da sempre, ma ci andavo in compagnia di simpatici amici. Giusto il tempo di una settimana o giù di lì e il sogno svanì :( complici le olimpiadi e l'indisponibilità di un posto a prezzi abbordabili per pernottare, ci si orientò così per una vacanza marina in Italia lungo le coste del Salento. A dire il vero non ero molto entusiasta della scelta fondamentalmente perché la vacanza "letto-mare-disco-letto" non mi allietava proprio, però alla fine decisi di aggregarmi pure io, avrei fatto comunque una nuova esperienza.

Mai vacanza fu più bella, intensa, spensierata e piacevole di quella fatta tra le coste e la natura salentina. Appena cinque giorni di vacanza, ma vissuti ogni singolo secondo grazie alla compagnia di Bert, Luca, Marco, Antonio, alle nostre simpatiche guide locali Gianluca e Nico nonché ad una marea di altri ragazzi e ragazze che ho conosciuto durante questo breve periodo. Tanto merito va a Luca che ha talmente tanti amici e conoscenze che potrebbe candidarsi alle prossime elezioni politiche sicuro di ricevere voti in ogni parte d'Italia :)

Appena arrivato, la prima cosa che notai fu il viscerale amore che i leccesi hanno per i baresi. Un amore che ostentano ovunque:



 

 

Tralasciando per un attimo questo idilliaco rapporto di buon vicinato tra leccesi e baresi, ci addentriamo sulla spiaggia di Torre dell'Orso, che io credevo essere la terra dei bear invece era una sorta di carnaio umano dove la densità della popolazione bagnante era di circa quattro persone per metro quadro, praticamente un'orgia a cielo aperto:

Ma questa era solo una delle tante spiagge che di lì a poco avremo visto ed apprezzato. Ci imbatteremo nel piccolo lago di Bauxite:

e nella vicina spiaggia di scogli dove mi sono quasi fracassato una mano e un piede:


Il tutto alternato con cene a casa di amici con piatti fatti in casa da ottimi chef o in ristoranti che offrivano prelibatezze in porzioni elefantiache come questo ristorante dal nome un po' particolare:

Non solamente mare e sole, ma anche giri per le città: visita notturna di Gallipoli, giro per la città di Lecce con il suo stupendo Duomo e le sue chiese di cui potete ammirare un particolare dell'interno:
e questa, invece, la magnifica facciata del Duomo con la sua piazza antistante:

Una vacanza iniziata con l'ansiosa ricerca di un albergo o di un bed&breakfast per quattro notti e che nessuno ci dava la disponibilità visto il breve periodo, ma alla fine riuscimmo a trovare un piccolo appartamentino, praticamente una villetta a schiera che ci ha ospitato per l'intero periodo:



Sarò ripetitivo, ma è stata una bellissima esperienza che ripeterei senza farmelo dire la seconda volta. Invece il ritorno è stato un po' triste perché si abbandonano posti bellissimi, acque cristalline, amici simpatici ma soprattutto perché sai che a casa non ti aspetta nessuno.

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mercoledì 25 aprile 2012

La uno, la due o... rimandiamo?

 
Credo che scegliere una casa sia una delle cose più complesse e difficili di questo mondo specialmente quando chi deve decidere è esigente quanto me.

Dopo tanto girovagare avrei trovato due possibili soluzioni: un monolocale o un attico.

MONOLOCALE
Si tratta di un classico appartamentino di 45mq in un complesso di costruzioni ex INPS al 4° piano totalmente da ristrutturare. E' piccolino, ha una cucina abitabile con un balconcino, un bagno abbastanza grande e poi la camera da letto oltre a un piccolo ingresso. Niente garage, niente cantina, niente di niente. Altra nota negativa è che difficilmente si trova parcheggio intorno casa. La cosa buona invece di questo appartamento è che si trova in una bella piazza molto grande dove c'è praticamente di tutto, dalla pasticceria al negozio di pesca, dal fornaio alla pizzeria, al negozio di giocattoli alla profumeria alla farmacia. Se ad esempio la sera sei stanco e non vuoi cucinare, basta che scendi di sotto e compri una pizza o degli arancini. A neanche 200mt c'è la metro, quindi molto comoda per potersi spostare velocemente in molte zone di Roma. Il fatto poi che sia piccolino non mi permetterebbe di ospitare nessuno a meno che non voglia dormire insieme a me nel lettone :D e qualche difficoltà ce l'avrei pure ad organizzare una cena con più di due/tre persone. Dovrei al massimo cercare di ridurre lo spazio per il bagno, togliere la vasca, allargare la cucina con l'ingresso per creare un piccolo spazio per un divano, boh avrei bisogno insomma di un consiglio di un architetto.

In giallo l'appartamento, in rosso la strada fino alla metro
ATTICO
Stiamo parlando di circa 50mq con un sottotetto da 30mq. A parte il bagno, è tutto un unico ambiente circondato da vetri e finestre scorrevoli. Chissà come sarà d'estate, effetto serra? All'interno c'è anche un camino enorme che, seppur bello, andrebbe tolto perchè occupa troppo spazio. Anche qui ci sarebbero dei lavori da fare per creare una camera da letto a meno che non orientarsi verso una soluzione tipo loft. Interessante sarebbe il sottotetto. Devo capire se posso alzarlo, visto che è alto appena 1,40mt,  per poterci ricavare un'altra stanza. Non ha balconi quindi difficoltà per poter stendere la biancheria. Altra nota negativa è che è distante da tutto, quasi un chilometro dalla metro e, trovandosi questo attico all'interno di un residence, quando scendi a piedi devi farti circa 200mt a piedi per raggiungere l'ingresso e poi c'è altra strada da fare per raggiungere la civiltà. La cosa positiva è che si trova in un bellissimo residence appunto, circordato da verde e alberi, prato e vialetti curatissimi. C'è anche una piscina condominiale e una zona barbecue, inoltre avrei a disposizione anche il posto auto coperto. Invitare amici sarebbe l'ideale in una giornata di sole d'estate intorno alla piscina o una sera per fare una grigliata, però io devo comprare l'appartamento prima di tutto per me, certo avere la possibiltià di invitare amici o anche i miei cari mi farebbe sentire meno solo. Che dire? Molto bello se non fosse per la posizione che richiede comunque e sempre una macchina o uno scooter per muoversi anche solo per andare a comprare una bottiglia di latte.

In giallo l'attico, in azzurro la piscina e in rosso le due entrate
La scelta non è semplice perchè di primo acchitto sceglierei l'attico perchè in zona bella, con una veduta su Roma stupenda, in un contesto silenzioso e tranquillo. Poi penso che come sono fatto io mi annoierei da morire. Dovrei per forza usare l'auto per andare ovunque. L'altro appartamento invece è in un contesto, diciamocelo, bruttarello, il solito quartiere "formicaio" pieno di persone e traffico, però allo stesso tempo dotato di mille servizi, per me molto comodo che odio usare l'auto e lo scooter per spostarmi.

Sono veramente indeciso, ho paura che tentennando possa perdere entrambe queste soluzioni ma allo stesso tempo sono tentato anche di cercarne altre di soluzioni.

Stay tuned
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domenica 15 aprile 2012

Switch

Con il termine switch, nell'ambito della comunità di coloro che praticano il BDSM, si identificano coloro che non optano in modo esclusivo per il ruolo di dominante (Master o Mistress) oppure di sottomesso (slave), ma a seconda dei casi vivono la propria sessualità nell'uno o nell'altro ruolo (Wikipedia).

In verità non volevo parlarvi di questo tipo di switch a cui fa riferimento Wikipedia, ma ce l'ho messo giusto perchè, andando questo post nelle fauci dei motori di ricerca, attirerà qualche visitatore in più. Cosa non si fa per attirare un lettore :D

Comunque, alla fine ho deciso, ho cambiato il mio The New Ipad (il nuovo iPad come ha deciso di chiamarlo Apple) di colore bianco in quello di colore nero.


"Ma nooooooo......." 
"Pessima decisione......." 
"Hai commesso un grave errore......" 

Prima che iniziate a fustigarmi, per ritornare solo per un attimo al termine di switch di Wikipedia, vorrei subito dire che il modello bianco è bellissimo. Sì, esteticamente è fantastico, accoppiato con una bella smartcover fa la sua bella figura quando lo si mostra in pubblico. In effetti anch'io dopo quasi due anni passati con l'iPad 1 di colore nero avevo deciso di passare al bianco oltre al fatto che mi piaceva anche per cambiare un po'. Devo dire che la scelta del bianco fu poco azzeccata perchè anche se da un punto di vista estetico l'iPad bianco vince su quello nero, da un punto di vista pratico la cornice bianca disturba e non poco nell'uso quotidiano del tablet.

Qualcuno mi diceva che era solo una questione di abitudine, probabilmente lo è ma io non mi ci sono per niente abituato. Rispetto a chi dice che l'iPad è un oggetto inutile (ndr lo dicevo anch'io) per me è diventato un oggetto di cui non potrei fare a meno: sul treno ci leggo il giornale la mattina, ci navigo, scrivo e leggo le email, passo il tempo con i giochi, insomma è leggero, comodo, portatile, l'ideale per chi non vuole portarsi dietro borsoni con notebook, enormi alimentatori e batterie che durano a malapena un paio d'ore se tutto va bene. Ritornando al problema del colore, devo dire che quella cornice bianca mi distraeva nella lettura dei quotidiano, le foto apparivano meno contrastate, nel vedere i video ogni tanto l'occhio metteva a fuoco la cornice bianca distraendosi da quello che succedeva nella scena. Ho così approfittato della possibilità offerta dalla Apple, che permette di cambiare gli oggetti entro 15 giorni dall'acquisto, cambiando l'iPad bianco con quello nero. Ho cambiato, come potete ben immaginare, anche la smartcover passando da quella grigio scuro a quella in pelle nera.

Ora l'iPad è diventato più anonimo, molto più professionale, insomma da "giacca e cravatta" però ho preferito la praticità all'estetica e devo dire che sono contento di aver swhitchato.

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lunedì 9 aprile 2012

Renzo Bossi: un nome, una garanzia

Renzo Bossi detto il "Trota" viene bocciato per ben tre volte all'esame di maturità e solo al quarto tentativo riuscirà a superarlo (cit. Wikipedia). L'anno successivo viene eletto consigliere della Regione Lombardia con 12.893 voti e con uno stipendio di oltre 10mila euro mensili. Vorrei sottolineare come nelle elezioni regionali vige ancora il voto di preferenza, ormai abolito invece in quelle politiche, e questo vuol dire che ben 12.893 persone hanno scritto il nome del Trota sulla scheda elettorale.... da rabbrividire.

Ora al di là di ogni mia personale convinzione politica, cercando per un attimo di essere neutrale, mi chiedo "è mai possibile che un leghista scelga di farsi rappresentare da questo bamboccione senza batter ciglio?". Ma io a un tipo del genere non lascerei nemmeno le chiavi del motorino per farmelo parcheggiare. A questo punto debbo pensare che i leghisti o sono lobotomizzati o sono masochisti perchè non ci sarebbe altra ragionevole spiegazione a tutto ciò.

Sentiamo cosa dice sull'uso per fini privati dei finanziamenti ottenuti dalla Lega Nord:



A sentirlo sembra che lui non abbia mai preso un soldo dai finanziamenti pubblici ai partiti #einvece:


Tutto ad un tratto i militanti e la base leghista si sveglia e chiedono di fare pulizia oltre a chiedere le dimissioni di Renzo Bossi che, fortunatamente prima di essere espulso, lo fa dichiarando che si dimette senza che nessuno glielo avesse chiesto (la faccia come il culo)



Sembra di essere tornati indietro nel tempo di 20 anni, al 1992 ai tempi di mani pulite, in quegli anni si parlava di soldi ai partiti, oggi uguale. La cosa assurda però è che questa volta nei guai c'è andato quel partito che ha sempre condannato i vecchi partiti, le ruberie che facevano le segreterie politiche e amministrative della Democrazia Cristiana o del Partito Socialista, li hanno sempre definiti dei ladroni e invece loro stessi si sono rivelati dei ladroni come gli altri nè più nè meno.

Ho il disgusto per questa politica che inganna in continuazione la gente.

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domenica 1 aprile 2012

La vita in Polentonia.

Non vivo con Andrea. E’ stata una scelta ben ponderata. In primo luogo volevo partire con una mia amica, (che poi “amica” è davvero riduttivo) in modo da affrontare le difficoltà e il duro processo di inserimento insieme e poi non ci sembrava il caso di andare a convivere di botto.



C’è stato addirittura un anno intero in cui non ci siamo visti nemmeno una volta, magari sarebbe stato un po’ eccessivo andare ad abitare immediatamente insieme. Dal nulla al troppo. In più lui abita da solo da pochi mesi, era giusto che trovasse in prima persona un certo equilibrio così, senza che glielo potessi sconvolgere io.

Alla lunga si è rivelata la scelta giusta. Ci vediamo quasi tutti i giorni, almeno quei cinque minuti (soprattutto quando mi serve un passaggio per il lavoro coff coff) e poi quasi un giorno si e uno no passo la serata da lui.

Continuo ad odiare il suo divano rosso. E’ scomodo quando ci si sta seduti. Diventa comodo solo quando ci si sdraia e fortunatamente è lavabile con un colpo di spugna. La settimana scorsa, durante una violenta lotta, mi ci ha praticamente sbattuto sopra e ci ho lasciato metà delle mie costole destre. Non è morbido, sembra una tavola di compensato. E’ utile solo per dare lo sprint che poi ci porta verso il letto. Anche se probabilmente la stessa funzione la potrebbe fornire pure il pavimento.

Mi piace tantissimo guardare la tv insieme a lui. Le pubblicità passano più in fretta e anche se a volte non si arriva alla fine dei programmi, li si può sostituire con qualcosa di più stimolante.
Mi piace un po’ meno uscire la sera qui in città. Non mi piace il posto. Non mi piace l’usanza dell’aperitivo, non mi piacciono le persone che frequentano i locali del centro. O forse sono io che non ho più vent’anni e non sopporto il casino.
E’ una città un po’ grigia e spenta. E’ imparagonabile a Cagliari per esempio, dove il sole può essere definito tale, dove ci sono parchi giganteschi, dove c’è il mare ed essendo sede di tantissime università, dove ci sono migliaia di ragazzi.

Qui la tipologia che va per la maggiore è il truzzo andante. Tanto che anche Andrea eh, è un truzzo mancato. Appena lo vedo devo chiedergli se gli piace il Tacatà.

Però alla fine, anche se mi lamento sempre, sono contento di essere partito e di essere venuto qui. Quando esco con lui e con le sue amiche mi diverto, rido, scherzo. Una volta mi sono pure ubriacato, col vino, che in Sardegna odiavo. Quando sto da lui non riesco a smettere di baciarlo, toccarlo, scherzarci e giocarci. Non potrei più rinunciare al “dieci minuti e sono da te”, al suo “siiii?” quando suono il campanello (siiii cosa? che tanto lo sai che sono io), alle lotte violente sul divano e sul letto, alle partite con la Wii e alla gioia di vedere sullo schermo la scritta “sei una superstar!”.

Ci sono ancora alcune cose da sistemare, tipo il lavoro, che non mi permette ancora di essere indipendente, o il fatto che non so mai cosa farò il mese successivo, o la paura di dover rinunciare a tutto perché è difficile mantenersi qui.

Ma sono felice…e per ora basta questo…

Gigi

venerdì 30 marzo 2012

Aggiornamenti 2.0

Vendere Pc non mi è dispiaciuto affatto. Ci sono clienti gentili e grandi teste di cazzo. Io non sono mai stato per la filosofia “il cliente ha sempre ragione”, infatti, se mi stava sulle palle, gli vendevo il peggio del peggio. Tipo qualcosa che bisognava a tutti i costi buttar fuori perché altrimenti diventava troppo obsoleto.
Bisogna diventare amici dei vari commessi, instaurare una specie di rapporto che gli impedisca di mettertela nel culo. Perché alla fine, diciamolo, sono le vendite che contano. E anche metterla nel culo, nel mio caso.



Le mie categorie preferite sono da sempre state:


- i giovani ragazzi carini e gentili.


- le nonne che comprano i pc per i nipoti.


- chiunque chiedesse gentilmente una mano senza dare l’impressione che lo status di cliente prevedesse aiuto incondizionato.

Ho sempre odiato invece i possessori di partita IVA. Di solito uomini d’affari abituati ad avere una sguattera che li segue ovunque e alla quale possono dare ordini come manco Rocco ne “la massaia in calore”.
Uno s’è beccato un centrino della Apple quasi allo stesso prezzo di un i5.


Che poi in realtà ha fatto tutto da solo. “Ehi tu, voglio questo”. E gliel’ho dato, senza specificare che un metro più in là c’era un pc di requisiti superiori con appena 50 euro di differenza.


Ho sempre odiato inoltre i clienti che puzzano. Sia di fumo che quelli che probabilmente per lavarsi i denti utilizzano lo spazzolone del cesso. Li sbrigavo in tre secondi, prendendo la prima cosa utile in mano e lanciandogliela quasi addosso, rigorosamente in apnea. E qualsiasi cosa mi chiedessero la risposta era ovviamente sempre affermativa. (basta che te ne vai).


Ho perso il conto di tutti i ragazzi gay che sono passati in negozio. Quando non ero sicuro del loro orientamento andavo al pc e piazzavo “I Wanna Go” di Britney a tutto volume. Tempo dieci secondi e iniziavano a muovere la gamba, tentando con nonchalance di resistere al ritmo della vera regina del pop. Si anch’io. La mia playlist personale era una sorta di coming out che riecheggiava per tutto il punto vendita. Madonna, Britney, Katy Perry, Rihanna, Beyoncé, Lady Gaga. Mancavano solo degli schermi con i video delle loro canzoni, quattro bonazzi in mutande sui tavoli, un paio di slinguazzamenti qua e là e non avrebbe avuto nulla da invidiare al Muccassassina.



Ora sono specializzato nella vendita di stampanti. Ne faccio fuori una decina ogni tre giorni. Il brutto di questi lavori è il compenso, da sfigato secondo tale Stracquadanio, e la durata del contratto che non va oltre i 30 giorni/ due mesi. Di buono c’è che col tempo cerco sempre qualcosa che mi faccia guadagnare un pochino di più e che mi dia magari qualche certezza.
Purtroppo mi è stata vietata la prostituzione.

Non sono felice, lavorativamente parlando. Arrivare alla fine del mese è un’impresa, spesso devo chiedere una mano ad Andrea, ma purtroppo il mercato del lavoro oggi è questo. Tra l’altro avere una laurea come la mia è un fattore penalizzante. Certi lavori non fanno per te perché “troppo colto, sarebbe uno spreco” (testuali parole durante un colloquio di lavoro). In realtà con un titolo di studio costerei di più.



Il mese di Aprile ad esempio è una totale incognita. Non ho ancora ricevuto una conferma ufficiale sul fronte rinnovo.

E niente, chi vivrà vedrà…

Gigi

mercoledì 28 marzo 2012

Su al nord, aggiornamenti.

Prendete un nullafacente di 25 anni 26 anni che vive con i suoi genitori, con parecchio tempo libero da spendere su internet con la sua adsl da 10 mega e il suo fidato pc. Ora fatelo uscire di casa dalle 8 del mattino fino alle 20 di sera, ininterrottamente, per un totale di 12 ore al giorno, 8 delle quali passate a lavorare, sempre in piedi, con decine di persone che chiedono a rotazione le medesime cose (quando va bene) o che si inventano tecnologie non ancora esistenti immedesimandosi un po’ troppo nella filosofia del caro estinto Steve Jobs (quando va male). 

Ora potete capire perché sono, per l’ennesima volta, sparito nel nulla.



Ci eravamo lasciati tipo 4 mesi fa in un clima di disperazione generale perché non riuscivo a trovare una casa economicamente decente. Roba che non mi sarebbero bastati 5 attuali stipendi per vivere e pagare l’affitto. Con un ultimo colpo di coda sono riuscito ad aggiudicarmi un bilocale in centro, neanche tanto male se non fosse per il bagno che nel punto più basso arriva a malapena al metro e settanta, per le infiltrazioni d’acqua sul soffitto quando piove, per le finestre che sembrano spalancate anche quando sono chiuse e per i cento gradini senza ascensore che mi separano dal piano terra.

Ma ho imparato ad apprezzare anche tutte queste piccole cose. Per la prima volta in vita mia sono felice del mio metro e settanta scarso. sessantotto. Del mio metro e sessantacinque. Le macchie sul soffitto danno un tocco di colore, le finestre garantiscono un continuo ricambio d’aria e i gradini tonificano i miei muscoli. Tranne quando devo portare su la spesa, in quel caso tonificano una valanga di bestemmie. (Ma per fortuna ci pensa Andrea, che tanto i muscoli li ha).

Il primo giorno di lavoro non è stato male. Ci sono cose peggiori. Tipo un’epidemia di colera.
Alle 9.10 ho ricevuto il mio primo incarico. “Fai un giro tra le tv e cerca di capirci qualcosa”.  Io e le tv di ultima generazione abbiamo un feeling particolare. Un po’ come quello che intercorre tra lo zio più famoso d’Italia e la parola coerenza. Io il giro l’ho pure fatto e forte della divisa e del cartellino con su scritto il mio nome, ho risposto sprezzante alle domande dei poveri malcapitati che si sono fidati della mia maglietta colorata. Tanto che alle 10 avevo già venduto una tv da 700 euro senza sapere nemmeno come. Quando pensavo di essere diventato un venditore provetto mi hanno spostato al reparto informatica. 

Almeno non mi capita di vendere computer a casaccio, ecco… 

Gigi

sabato 24 marzo 2012

The New iPad

Quella passata è stata una settimana un po' strana per me che porta ancora i suoi strascichi: momenti di sconforto accompagnati da momenti di rabbia per non sapere come reagire. Meno male che ci ha pensato mamma Apple a risollevarmi un po' con l'iPad 3 ahahah ovviamente scherzo perchè quello che mi ha risollevato un po' il morale è stata invece una buona pizza con dei simpatici e speciali amici.

Ma veniamo a noi e all'uscita in Italia dell'iPad 3 o, come dice il sito della Apple, "the new iPad". Chi mi segue (chi non lo avesse fatto può recuperare leggendo questo post) sa che dall'iPad 1 non sono mai passato al 2 per i motivi che scrissi a suo tempo. Mi ricordo che quando comprai l'iPad 1 dissi a un amico che lo avrei cambiato solo se fosse uscito uno con il retina display, lui rispose che sarebbe costato un botto, ma dopo due anni i costi indubbiamente si sono abbassati ed eccomi qui con il nuovo acquisto.
Questo è stato il cartoncino che mi hanno dato appena arrivato all'Apple Store di Roma Est. Arrivato alle 07.45 dopo essermi fatto mezz'ora di treno da Roma Tiburtina a Lunghezza e altri 15 minuti per aspettare l'autobus da Lunghezza al centro commerciale. Appena entrato nel centro commerciale mi sono avviato verso l'Apple Store dove c'era già una discreta fila di giovani e meno giovani in attesa dell'apertura del negozio. I ragazzi in maglietta blu dell'Apple Store mi hanno subito dato il benvenuto offrendomi caffè, cornetto e una bottiglietta d'acqua.

Come potete vedere, la fila non era lunghissima. Le novità dell'iPad 3, a parte il display, non sono state così rivoluzionarie, probabilmente chi aveva già l'iPad 2 non è corso a comprare il nuovo modello. E' stata la prima volta che facevo la fila al Day One per un prodotto Apple. Devo dire, che a parte il momento commerciale dell'evento, è stata una bella esperienza, c'era un'atmosfera gioviale, di festa, con ragazzi, studenti, professionisti, uomini d'affari, nonni che fremevano per avere tra le mani questo nuovo oggetto frutto della tecnologia Apple. Peccato fossi da solo e non poter condividere questi bei momenti.

Dopo un'attesa di quasi un'ora entro finalmente nello store con tanto di ola da parte dei ragazzi dell'Apple Store:






Ed ecco qui la spesa:

 


 
iPad 3

Smart Cover
Pellicola salvaschermo
Back cover
Ed eccolo finalmente fuori dal suo scatolo

Prime impressioni: schermo fantastico. Chi non ha mai avuto un iPad ovviamente non capirà la differenza di qualità dei caratteri e delle immagini: superlativa. Rispetto al mio precedente iPad è molto più veloce nella navigazione web, e questo per me è un fatto importantissimo visto che lo uso quasi solo per navigare e leggere i quotidiani la mattina. Anche lo spessore è più sottile rispetto al modello del 2010. Bella e utile anche la smart cover che probabilmente cambierò con quella di colore grigio chiaro qualora decidessi di tenermi l'iPad bianco. In effetti la scelta del bianco è caduta sull'aspetto novità, non avevo mai avuto un prodotto Apple bianco e sul fatto che volevo cambiare provenendo da un iPad nero. Devo dire che, nonostante la bellezza e l'eleganza dell'iPad bianco, c'è e si nota l'effetto cornice, quel bordo bianco in effetti infastidisce per certi versi la lettura. Forse è un fatto di abitudine, ma io sto valutando seriamente l'idea di cambiarlo con il modello nero. Indubbiamente il bianco fa la sua sporca figura, ma all'atto pratico credo sia meglio il nero, sono molto combattuto al riguardo.

Beh che dirvi? nulla più. Il mio conto in banca piange, ma io me ne frego perchè per uno appassionato di elettronica come me queste cose ti tirano un po' su il morale e, seppure effimera, ti danno un po' di felicità. 

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domenica 4 marzo 2012

In ricordo di Lucio Dalla


Potevo rifiutare un favore a Dario? Direi proprio di no, quindi con questo video salutiamo per l'ultima volta Lucio nel giorno del suo funerale.

CIAO LUCIO!
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sabato 3 marzo 2012

Disperata ricerca di una casa

La ricerca di un buco in quel di Roma continua. Ovviamente il budget è quello che è, tra l'altro non posso puntare nemmeno troppo in alto perchè le banche non sganciano granchè: brave a prendere prestiti dalla BCE all'1% per poi acquistare BTP al 4,80% o concedere mutui, quando li concedono, a tassi astronomici. Nonostante questi ostacoli ho comunque deciso di continuare le ricerche per acquistare casa benchè molto demoralizzato. Gli annunci dicono e non dicono, mettono foto furvianti utilizzando grandangoli fotografici al punto che un buco assume le dimensioni dell'Arena di Verona. Fisso l'appuntamento, mi organizzo per l'incontro, metto da parte le altre cose che avrei potuto fare e vado a vedere questa casa... miracolo! dall'appartamento ristrutturato è sparita la cucina. In effetti  ristrutturato lo era peccato che fosse stato adibito come locale ufficio, quindi enorme stanza dove c'erano scrivania e scaffalature, ingresso e bagno. La proprietaria tiene a precisare che ci sono tutti gli attacchi per ripristinare la cucina perchè in passato l'aveva pure affittata a una ragazza madre. Si era dimenticata di dire che, per poter riportare i tubi coperti dalle piastrelle, avrei dovuto ri-ristrutturare anche perchè l'enorme stanza uso studio sarebbe dovuta diventare camera da letto e piccolo soggiorno con tanto di abbattimento di tramezzi etc. etc.. Avessero inserito questa caratteristica nell'annuncio non sarei andato a vederlo facendo risparmiare tempo a me e a quelli dell'agenzia.

Continuando con le mie ricerche ho trovato un monolocale zona Furio Camillo, chi è di Roma sa' che è una zona abbastanza centrale, vicino alla Metro A e frequentata da tanti studenti universitari quindi un acquisto che potrebbe servire pure in futuro in caso uno volesse affittare per prendere un'altra casa.

"Piano terra di 43 mq calpestabili totalmente ristrutturato e rifinito e composto da ampio ingresso con ripostiglio profondo, camera matrimoniale di 16 mq ,cucina semi abitabile fatta totalmente su misura,doppi servizi. Prezzo 195.000 €"

Questo l'annuncio. Cosa ve ne sembra? Dovrebbe essere una bomboniera, giusto un monolocale per un single che vuole sistemarsi in attesa di comprare un appartamento più grande in futuro. Ma sotto c'è il trucco.

Quell'ampio ingresso e profondo ripostiglio si riducono a pochissimi metri quadri

 
Fate bene attenzione alle frecce: quella bianca indica che il soffitto finisce lì all'altezza porta di circa 2mt per poi aumentare nelle altre stanze, assicurato effetto claustrofobico appena si entra. La freccia rossa indica il PROFONDO ripostiglio

che altro non è che un recupero di un sottoscala, dove a malapena ci vanno il tavolo pieghevole della cucina e qualche attrezzo per le pulizie. Profondo lo è, magari per i nani di Biancaneve che hanno la possibilità di infilarsi fino in fondo.

Ma il tavolo pieghevole a cosa serve? Per caso per gli ospiti che vi fanno un'improvvisata e vi vengono a trovare la domenica mattina? Ovviamente no. Vi ricordate? Nell'annuncio c'era scritto "cucina semiabitale"

Dalla foto, il corridoio sembra una pista di atletica, invece sarà stato lungo poco più di due metri e la larghezza molto più stretta di quanto possa sembrare. In pratica quel tavolino pieghevole, di cui sopra, bisogna posizionarlo in questa specie di corridoio/cucina, apparecchiarlo e poi fare a turno per passare da una parte all'altra del corridoio. Fighissima questa cucina semi-abitabile.

Ma la chicca più bella è il "doppio servizi" che si traduce in pratica in una doccia sul balcone, sì avete capito bene, per farmi la doccia devo aprire le tapparelle e la porta della camera da letto, uscire sul balcone e farmi la doccia

con tanto di affaccio sulla strada pubblica. Non dimenticatevi che è un piano terra. Dunque, stavamo dicendo che appena finito di fare la doccia, per potervi sbarbare, asciugare i capelli, radere le aiuole dovete passare tramite la camera da letto



attraversare il corridoio/cucina semi-abitabile


per arrivare finalmente nel "secondo" servizio ovvero la tazza del cesso con annesso lavandino


che ovviamente è un buco: un bagno cieco senza finestre e luce se non quella artificiale. Altro pomeriggio perso.

La ricerca continua...

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domenica 19 febbraio 2012

Preso

Alla fine ho deciso. Vi ricordate del post per la scelta dello zaino? Ecco, l'ho preso

Alla fine ho optato per azzurro e grigio anche perchè era in saldo così invece che di 102€ l'ho pagato quasi la metà ovvero 56,40€ ed il commesso è stato pure molto gentile in un Centro Commerciale (quello di Cinecittà) dover regna incontrastato il "coatto style".


Penso che come zaino per girare in città e per andarci a lavoro possa andar bene. Grazie a tutti voi per i consigli che, ovviamente, non ho seguito però mi piace molto riceverli.

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