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venerdì 2 aprile 2010

Libero, Debenedetti, The New Yorker, le interviste inventate e la solita Italia.

Prima pagina del “The New Yorker”, appare un articoletto in home dal titolo “The Italian Job”. Come farci sempre e comunque riconoscere fuori dai confini. Ma di che parla nello specifico?

Fa riferimento a Tommaso Debenedetti, giornalista freelance, il quale ha inventato di sana pianta ben DUE interviste, una al mostro sacro Philip Roth, famosissimo scrittore Americano e l’altra a John Grisham, che noi tutti conosciamo e che per la rivista statunitense Publishers Weekly è stato addirittura lo scrittore più venduto negli anni 90.

Le interviste, smascherate dalla giornalista Paola Zanuttini di "Repubblica", sono state pubblicate in Italia tramite “Libero” (il cui direttore ricordo è Maurizio Belpietro) nello scorso mese di Febbraio. Nello specifico secondo Debenedetti, Philip Roth avrebbe utilizzato parole durissime nei confronti del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Lo aveva definito “Antipatico, inconcludente e assopito nei meccanismi del potere”. Quando casualmente, la Zanuttini, durante un’intervista allo stesso Philip Roth ha chiesto spiegazioni, quest’ultimo non ha esitato a smentire tali dichiarazioni, aggiungendo le seguenti parole:
“ Non ho mai detto nulla del genere’, è proprio il contrario di quello che penso. Credo che Obama sia fantastico”.

La vicenda si è conclusa con un Roth inviperito che giustamente ha deciso di ricorrere alle vie legali tramite il suo avvocato, non prima di aver auspicato la fine della carriera giornalistica di Tommaso Debenedetti. Cosa che poi non è avvenuta, ma si sa, viviamo in Italia.

Ma che c’entra tutto questo preambolo con la notizia apparsa in questi giorni sul “The New Yorker”?
A quanto pare ci risiamo, Debenetti ha “intervistato” altri grandi nomi del panorama internazionale per “Il Piccolo” di Trieste, venendo tristemente SPUTTANATO da una lista di persone interminabile.


Il premio Nobel Toni Morrison, scrittrice statunitense, ha negato di aver mai parlato con Debenedetti, questo l’articolo incriminato.

Stessa sorte per il narratore Edgar Lawrence Doctorow, che nega il linguaggio e le dichiarazioni attribuitegli da questo articolo.

Nega anche il massimo narratore tedesco Günter Grass, citato in questo articolo.

E così pure Nadine Gordimer, Jean Marie Gustave Le Clézio, Herta Müller (altro premio Nobel) Scott Turow.


Raggiunto telefonicamente il direttore de “Il Piccolo” di Trieste, Alessandro Mazzena Lona, si giustifica tracciando l’albero genealogico di Debenedetti, parlando di buona famiglia, di discendenza illustre per la quale non vi era nessun motivo di dubitare dell’operato di Debenedetti.
E non fa nessuna piega no? D’altronde in Italia se hai grandi nomi alle spalle, chi se ne sbatte se non sai fare un cazzo? Bossi docet.

Infine dopo mille peripezie la giornalista riesce a parlare con Debenedetti che ribadisce la veridicità delle interviste e denuncia le parole degli scrittori dicendo in breve che questi ultimi sono costretti a non ammettere di aver fatto le suddette dichiarazioni per evitare di perdere consensi e diventare impopolari.

Alla luce di tutto ciò, mi pare alquanto improbabile che TUTTE queste persone mentano, quindi non ci resta che ringraziare Debenedetti per l’ennesima figura di merda che ci ha regalato, vista e considerata la portata della notizia che giustamente sta facendo il giro del mondo.

Gigi

mercoledì 5 agosto 2009

Il mistero di Giovanna

Un banale mercoledì di Luglio. Uno qualsiasi, devastato dall’afa e dal
caldo cagliaritano, ti ritrovi con trentanove di febbre e tra maledizioni varie, decidi per ovvi motivi di passarlo interamente a letto, avvalendoti della compagnia della tua “migliore amica” e della TV. Finché arrivano le nove di sera e ti aspetti che la programmazione televisiva sia un tantino più decente di quella pomeridiana. E’ la volta buona che puoi vedere “Mistero” pensi. Dalla pubblicità sembrava quantomeno guardabile, poi tutto sommato “Il Bivio” non era malaccio. Devo ancora capire quale sia il mestiere che a Ruggeri vien meglio, di certo lui non mi aiuta. Si parla immediatamente di una certa Giovanna che sostiene di essere stata rapita diverse volte dagli alieni. Qualcosa mi sembra familiare. La voce della donna ha un accento che ricorda vagamente il mio. Chiedo conferma. Si ipotizza che possa anche essere straniera. Cerco di guardare il luogo in cui sono state girate le riprese alla ricerca di qualcosa di riconoscibile. Non vedo niente che catturi la mia attenzione. Fino ad oggi il mistero è rimasto insoluto. Giusto perché mi son dimenticato di cercare su internet. Effettivamente il cognome non mente, Giovanna Podda è sardissima e abita in provincia di Cagliari.

Per i pochi che non sono stati bombardati dalla pubblicità in tv, riassumo la sua storia:

A quattro anni il primo rapimento alieno. Viene inglobata da un cono di luce, perde la mobilità del corpo e viene risucchiata sulla nave. Al rientro sulla terra mostra i segni del contatto con quelli che lei chiama i Grigi, ovvero cicatrici e sostanze fluorescenti che la fanno assomigliare agli starlight che si agganciano la notte alle canne da pesca. Giovanna sostiene tra le altre cose, di avere un chip nel cervello, inserito tramite una complessa operazione chirurgica attraverso il naso. A questo punto potrebbe addirittura entrare nella squadra di cyborg del dottor Gelo. Purtroppo i succitati Grigi si stanno estinguendo. Non esiste nessuna associazione stile WWF o LIPU che li tuteli e avendo l’apparato riproduttivo seriamente danneggiato, si servono degli esseri umani come incubatori della propria prole. Non a caso la donna è stata ingravidata ben diciotto volte (Già entrato nell’uso comune il detto “figliare come Giovanna”) salvo poi essere privata del feto e munta del suo latte (non scherzo eh) dopo due mesi.
Una delle diciotto gravidanze però ha avuto un esito differente. Si è trattato di un esperimento condotto da una razza in lotta con i Grigi che non essendo tecnologicamente evoluta come loro, è riuscita solo parzialmente nell’intento di produrre un clone, procurando a Giovanna l’aborto di un feto deforme.


Ecco i due video dai quali ho riassunto la storia:





Esiste anche l’autopsia, praticata dal marito di Giovanna. Per comodità posto solo 25 secondi di un video ottenuto con le foto del feto. Ovviamente tale feto non è mai stato fornito a chiunque abbia chiesto di effettuare esami scientifici per dimostrare la veridicità delle tesi della donna. Bisogna basarsi sulla buona fede…



E qui sotto un video che mi ha fatto piegare dalle risate che spiega il REALE MISTERO DI GIOVANNA!





Ci sono comunque alcune cose di tutta questa vicenda che mi lasciano un pò perplesso. La prima riguarda il fatto che mettere la propria faccia per sostenere determinate tesi è un vero e proprio atto di coraggio. Soprattutto in Sardegna dove i paesi sono piccoli e la gente mormora, garantisco che non è per niente facile. Mi chiedo cosa realmente l’abbia spinta a catalizzare in questo modo l’attenzione su di sé. Soldi? Fama? Successo? Io preferirei una vita tranquilla piuttosto che essere schernito e deriso da mezza Italia. Partendo da questo presupposto potrei anche credere allo 0,10% di ciò che viene detto in quest’intervista, però stranamente come accade in ogni situazione di questo tipo, quando si ha la possibilità di effettuare dimostrazioni scientifiche per un motivo o per l’altro i diretti interessati si tirano indietro. Si è parlato addirittura di feto umano deforme. Ma quale azienda sanitaria ti lascia partorire in casa o ti restituisce il feto per farci comodamente e senza impegno un’autopsia? Scavando per bene tra i meandri oscuri della vicenda ci sono parecchie cose che purtroppo non convincono. Certo che qualora quel 0,10% risultasse vero la povera Giovanna sarebbe una sorta di martire…mah…



Voi che dite? Esistono altre forme di vita nell’universo? Credete alle parole di Giovanna? Oddio mi sento tanto Ruggeri in questo momento…


“Sarai sincera, dimmelo dimmelo, sarai sincera…”

Gigi

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