La vergogna omofoba della Curia di Palermo
Appena però la Curia vescovile di Palermo ha saputo dell'iniziativa ha bloccato tutto e sul sito internet della parrocchia è comparso questo comunicato:
Il comunicato fa riferimento ad una "Lettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali" dell'1/10/1986. Chi scrisse questa lettera e cosa dice al punto 17? La risposta alla prima domanda è semplicissima, fu scritta da Joseph Ratzinger, sì avete capito bene l'attuale Papa. Ma leggiamo insieme il punto 17 di questa lettera, chi fosse interessato a leggere l'intera lettera può andare sul sito di alleanzacattolica.17. Offrendo all’attenzione dei Vescovi tali chiarificazioni e orientamenti pastorali, questa Congregazione desidera aiutare i loro sforzi volti ad assicurare che l’insegnamento del Signore e della sua Chiesa su questo importante tema sia trasmesso a tutti i fedeli in modo integro.
Alla luce di quanto ora esposto, gli Ordinari del luogo sono invitati a valutare, nell’ambito della loro competenza, la necessità di particolari interventi. Inoltre, se ritenuto utile, si potrà ricorrere ad una ulteriore azione coordinata a livello delle conferenze episcopali nazionali.
In particolare i Vescovi si premureranno di sostenere con i mezzi a loro disposizione lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali. Ciò potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa.
[ndr Ovviamente la Chiesa è tutt'ora convinta che l'omosessualità sia una malattia nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità l'abbia depennata dal 1990 dalle malattie mentali. Tant'è che l'ambasciatore della Santa Sede si oppose alla risoluzione ONU che mira a porre fine alle discriminazioni e alle violenze contro la comunità LGBT nonostante 85 Paesi l'avessero sottoscritta. La Santa Sede ha infatti attaccato, in quella occasione, pesantemente l'iniziativa che mira a riconoscere la dignità e l'uguaglianza di chi ama persone dello stesso sesso]
Soprattutto i Vescovi non mancheranno di sollecitare la collaborazione di tutti i teologi cattolici, i quali, insegnando ciò che la Chiesa insegna e approfondendo con le loro riflessioni il significato autentico della sessualità umana e del matrimonio cristiano nel piano divino, nonché delle virtù che esso comporta, potranno così offrire un valido aiuto in questo campo specifico dell’attività pastorale.
Particolare attenzione dovranno quindi avere i Vescovi nella scelta dei ministri incaricati di questo delicato compito, in modo che essi, per la loro fedeltà al Magistero e per il loro elevato grado di maturità spirituale e psicologica, possano essere di reale aiuto alle persone omosessuali, per il conseguimento del loro bene integrale. Tali ministri respingeranno le opinioni teologiche che sono contrarie all’insegnamento della Chiesa e che quindi non possono servire da direttive in campo pastorale.
Inoltre sarà conveniente promuovere appropriati programmi di catechesi, fondati sulla verità riguardante la sessualità umana, nella sua relazione con la vita della famiglia, così come è insegnata dalla Chiesa. Tali programmi forniscono infatti un ottimo contesto, all’interno del quale può essere trattata anche la questione dell’omosessualità.
Questa catechesi potrà aiutare anche quelle famiglie, in cui si trovano persone omosessuali, nell’affrontare un problema che le tocca così profondamente.
[ndr si passa ora dalla "malattia" al "problema"]
Dovrà essere ritirato ogni appoggio a qualunque organizzazione che cerchi di sovvertire l’insegnamento della Chiesa, che sia ambigua nei suoi confronti, o che lo trascuri completamente. Un tale appoggio, o anche l’apparenza di esso può dare origine a gravi fraintendimenti. Speciale attenzione dovrebbe essere rivolta alla pratica della programmazione di celebrazioni religiose e all’uso di edifici appartenenti alla Chiesa da parte di questi gruppi, compresa la possibilità di disporre delle scuole e degli istituti cattolici di studi superiori. A qualcuno tale permesso di far uso di una proprietà della Chiesa può sembrare solo un gesto di giustizia e di carità, ma in realtà esso è in contraddizione con gli scopi stessi per i quali queste istituzioni sono state fondate, e può essere fonte di malintesi e di scandalo.
Nel valutare eventuali progetti legislativi, si dovrà porre in primo piano l’impegno a difendere e promuovere la vita della famiglia.
