Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Parigi. Mostra tutti i post

venerdì 30 ottobre 2009

Apple sbarca al Louvre

Dopo la Mona Lisa, la Venere di Milo, il Codice delle leggi di Hammurabi, il Museo del Louvre avrà anch'esso un Apple Store dove i francesi potranno girarsi ben 700 metri quadri divisi su due piani per ammirare così oltre le bellezze del passato anche le bellezze del futuro che Apple ci ha ormai abituati negli ultimi anni a questa parte.

Ma io mi chiedo: e se organizzassimo un weekend Apple-franco? Un giro per la Tour Eiffeil, il Louvre e l'Apple Store nuovo fiammeggiante?... beh non è male come idea :) specialmente se fatto poi sotto Natale con le luci natalizie che rendono Parigi ancora più romantica.

Image Hosted by ImageShack.us

venerdì 23 ottobre 2009

Paris, J’adore (jour 3, part 2)

Sono tremendamente sconclusionato (ma si può dire?). Ogni volta che decido di iniziare qualcosa, mai una volta che la porto a termine. Credo di esserci riuscito solo con il liceo e la patente. Spero di poterlo fare anche con l’università, ma non è di questo che voglio parlarvi oggi. Riprendo la radiocronaca delle mie giornate parigine esattamente dal punto in cui l’avevo lasciata, ovvero il momento seguente alla mia seduta nel cesso pubblico in un parco di periferia. Si, decisamente romantico.

Dopo essermi vagamente liberato, riprendiamo l’immensa marcia verso il Roland Garros. Andrea doveva portare un souvenir al suo tenero fratellino. (Mirkè, biondo con gli occhi chiari, gliel’ho detto io che ho toppato nella scelta, mi son preso il modello base) Torniamo indietro sulla strada principale e costeggiamo un lunghissimo ippodromo. Entrambi devastati dall’immensa camminata, a parte la pausa WC non ci sedevamo da quasi tre ore, finalmente iniziamo a leggere i primi cartelli che ce lo indicano. Chiediamo in giro e ci dicono di attraversare l’ennesimo parco. Trattasi del giardino delle serre, che come facilmente intuibile dal nome conteneva al suo interno tantissime serre ricche di ogni tipo di pianta. Purtroppo erano tutte chiuse da qualche oretta, ma dalle porte si poteva intravedere qualcosa. Le piante grasse enormi ad esempio erano spettacolari. Sotto la foto.


200920091871
Menzione d’onore al senso dell’orientamento di Andrea che giustamente ha pensato bene di aggiungere un buon chilometro a quelli già fatti, non seguendo la strada che indicavo io (breve slancio d’orgoglio maschile). Ovviamente gliel’ho tirata per tipo una ventina di minuti dopo aver scoperto che se mi avesse dato ascolto saremmo arrivati un tantino prima. Prevedibilmente lo stadio, con annesso negozio di souvenir era chiuso. Quindi abbiamo giusto fatto in tempo a scattare le foto di rito e a testare la mia ignoranza in materia di tennis. In cima allo stadio erano presenti alcune targhe simil lapide tombale, nelle quali vi erano scritti i nomi dei vincitori del Roland Garros maschile e femminile dal 1891 a oggi. Conoscevo tra tutti solo Serena Williams e Nadal.



Fortunatamente lì vicino vi era una fermata della metro che ci ha portati dritti a casa. Doccia di rito nel classico box 30x30, roba da star meglio in un carro bestiame con un gregge di pecore (che è anche più pulito) e via nella notte Parigina per la più romantica delle tappe. Crociera sulla Senna al chiaro di luna. Ad esser sinceri suppongo che la luna non si vedesse causa cappa di smog, però dirlo faceva scena. Imbarco alle 22:00 sotto la Tour Eiffel luccicante a mò di luminaria natalizia per lo scoccare dell'ora esatta. Siam rimasti immediatamente colpiti dalla gran quantità di barche, attraccate e non, sulle quali dozzine di persone cenavano a lume di candela, cullate dal lento ondeggiare del fiume. Ogni ponte sotto il quale passavamo era uno spettacolo, ogni edificio sulla riva destra o su quella sinistra un capolavoro, le due tizie in prossimità del quartiere latino che si son sollevate maglietta e reggiseno mostrandoci le tette e urlando a squarciagola, un pò meno. E così scorrevano accanto a noi gli edifici della famosa Île de la Cité, Notre Dame, L'hotel de Ville, il Louvre, i succitati quartieri latini ma il momento più bello, quello che farebbe impallidire anche Moccia, è stato il passaggio sotto il ponte degli innamorati. Una triplice voce, francese, inglese e spagnolo, ci avvertiva che una volta sotto, i due fidanzatini avrebbero dovuto chiudere gli occhi ed esprimere un desiderio. Giuro che il cuore mi batteva come nel giorno dei colloqui del secondo quadrimestre. Mi sentivo un pò pirla, pensavo "e se lui non li chiude?e se poi mi sfotte uscendosene con una frase della serie che gran cagata?". Ma in nome di un contratto di matrimonio con anesso anello di zaffiri e comunione dei beni si fa questo ed altro. E così chiusi gli occhi, si passa sotto. Quando li riapriamo sorridiamo entrambi, domanda di rito "tu li hai chiusi?". Sospiro di sollievo, non ero stato l'unico deficiente. Concludiamo la crociera mano nella mano, nell'indifferenza più totale, come se non fosse una cosa normale, come se fosse straordinario il fatto che nessuno ci insultasse o ci prendesse a bastonate. Completamente ribaltato lo scetticismo iniziale, con la convinzione che il romanticismo parigino non sia solo un cliché, andiamo finalmente a cena. Ultima sera da McDonalds, con il mio stomaco che in ginocchio gridava pietà e via in camera per quella che a tutti gli effetti era l’ultima notte trascorsa completamente insieme in quel di Parigi. Quando ti vedi per pochi giorni al mese tieni anche il conto delle ore passate insieme. Puntualmente quando scocca la metà si piomba in quei momenti di tristezza alternata. Iniziano le considerazioni sulla vacanza, sulla voglia di poter passare ogni singolo giorno insieme, sulla gioia infinita che si prova a star vicini, su un lettone tutto rosa, in una camera tutta rosa a fantasticare sul futuro. Ed è anche il momento che temo di più. Mi trasformo nella peggiore telespettatrice di Maria de Filippi. Si inizia con brevi momenti di silenzio. Lo sguardo fisso nei suoi occhi. E le lacrime, puntuali come la scadenza del canone RAI il 31 Gennaio. Per qualche strano motivo evitiamo l’autodistruzione reciproca, quando piange uno, l’altro lo consola con teorie assurde sul fatto che il tempo passa in fretta e che in men che non si dica ci ritroveremo presto di nuovo insieme. Come se tutti i mesi non avessero su per giù 30 giorni, ognuno formato da 24 ore e via dicendo. E la cosa ancora più assurda è che ogni volta le nostre finte convinzioni paiono funzionare…almeno fino a quando non arriva veramente il tragico momento della partenza…

Gigi

lunedì 28 settembre 2009

Paris, J’adore (jour 2)

2° Giorno Sabato – Jardin des Tuileries, Louvre, Jardin du Luxembourg.



Risveglio bellissimo, con calma verso le dieci di mattina, doccia e supermercato di fronte per comprare acqua, pane e affettato per recarci ai giardini delle Tuileries antistanti il Louvre per pranzare. Inutile parlare dell’immensità e dell’eleganza dei giardini. Fontane, fiori, piccoli stagni, statue, palazzi d’epoca. Un’oasi di pace e tranquillità tra il caotico traffico Parigino. Dopo pranzo direzione Louvre.
190920091859
19092009040
Stupenda la piramide di vetro che funge da ingresso al museo. Con gioia scopriamo che anche qui siamo esenti dal pagamento del biglietto, ritiriamo il ticket gratuito e ci rechiamo immediatamente al secondo piano, decidiamo di far partire la visita da lì. Ben presto diventa un continuo sottolineare la mia ignoranza artistica. Conoscevo giusto un quinto dei pittori presenti in quella sala. Delacroix, Gericault, David (tanto che ho pensato di utilizzare la toilette poco prima delle loro sale x sentirmi un pò tra amici e ragà, scusate la volgarità, cagare in testa alla Gioconda non ha prezzo) e qualche altro sparso qua e là con Andrea che allibito mi diceva ogni decina di quadri “e questo? e questo? Io pensavo di essere ignorante in Arte, ma tu!”. E come non dargli torto ahimé. Certo, dalla mia c’era che lì al secondo piano non è che fossero poi tutti così famosi eh. Ogni sala era immensa, in ogni corridoio se ne trovavano anche 70 diverse. Alcuni dipinti erano grandi quanto intere pareti era un continuo restare a bocca aperta. ( Una sorta di ginnastica facciale….)

Scendiamo al primo piano, nelle sale dedicate all’antico Egitto con tantissime tavole di geroglifici, statue, raffigurazioni sacre, sarcofagi e alla ceramica greca con un’enormità di vasi minuziosamente ricomposti dal lavoro degli archeologi. Ma certamente l’ala del Louvre più bella che si trova al primo piano è quella dedicata a tutti gli artisti italiani. Una galleria lunghissima nella quale si trova anche La Gioconda di Leonardo.
19092009045
Mi ha fatto uno strano effetto vederla finalmente dal vivo. Una sorta di brivido lungo la schiena. E’ vero, è abbastanza piccola però ha un fascino irresistibile. La sala dell’esposizione poi era strapiena di gente. Con Andrea riflettevamo sul fatto che se il Louvre venisse espropriato di tutti i beni Italiani rimarrebbe ben poco degno di interesse da vedere. Fantastici anche i dipinti di Raffaello, di Caravaggio, di Giotto, di Paolo Uccello (pittore preferito di Andrea, insieme a tale, scoperto lì, Constant Troyon. Stè battute giusto le scolaresche possono ancora farle. Le scolaresche e me. Immaginate la sua pazienza) e

del Veronese. In assoluto la galleria che ho preferito. Dalla galleria Italiana si passa poi a quella dei dipinti francesi di grandi dimensioni dove sono presenti tre opere famosissime, “La zattera della medusa” di Gericault,19092009049 “La libertà che guida il popolo” di Delacroix e “Il giuramento degli Orazi di Jacques Louis David. Bellissime tutte e tre, su un libro o in foto non rendono nemmeno la metà di ciò che si prova ammirandole dal vivo.





190920091862

Altra ala stupenda del primo piano è quella che accoglie gli appartamenti di Napoleone III, un concentrato del lusso del 1850.

1909200905719092009059
Dopo più di due19092009052 e mezza passate a camminare siamo un tantino stanchi e decidiamo di dare un’accelerata alla visita. Scendiamo al pianterreno dove vediamo ancora oggetti dell’antico Egitto e finalmente il lunghissimo corridoio dedicato alle sculture greche, etrusche, romane e infine italiane. Meravigliosa la Nike di Samotracia, La Venere di Milo, Lo Schiavo Morente di Michelangelo ma senza nessun dubbio la scultura che mi ha colpito maggiormente è stata “Amore e Psiche” di Antonio Canova. Trasmette una pace e un’armonia incredibile ed è assurda la cura del dettaglio e la perfezione che c’è dietro.
19092009053

Ultimiamo la visita del Louvre nel mezzanino, alla scoperta delle fondamenta del palazzo e dei fossati medioevali. Propongo ad Andrea di saltare le recinzioni e di imboscarci, fresco, buio, e desolazione totale. Le telecamere potevano essere considerate addirittura un incentivo…ma niente. Dopo tre ore e mezza passate ininterrottamente a camminare usciamo e ci riposiamo ai giardini di Lussemburgo. Immensi, curati e regolari fin nel più piccolo particolare. Hanno una varietà di fiori e di piante incredibile.
19092009061190920091863
Telefonate di rito ai nostri genitori e chiacchiere fino alle 19:15 quando sentiamo le guardie che sbraitano qualcosa di incomprensibile e fanno allontanare tutte le persone suonando un fischietto. Sembrava un misto tra la caccia alla volpe, lo stadio Sant’Elia e il tipico pastore sardo che indirizza le pecore nella stalla.


Rientriamo distrutti in Hotel, Marracash canterebbe Badabum Badabum Badabum Cha Cha (Sté canzoni truzze oh) e purtroppo19092009062 si fanno sentire gli effetti McDonalds. Mi viene una botta di mal di pancia, maledico mentalmente quegli zozzi che preparano i panini, maledico il signor McDonalds, butto giù due o tre santi e dopo un’oretta più o meno sto meglio. Andiamo all’Hard Rock Cafè, valutiamo l’ipotesi di aprire un mutuo per comprare due cocktails ma poi decidiamo di optare per una sana birra, che col mal di pancia è proprio il non plus ultra. Stiamo lì a parlare per un pò, io punto un occhio verso i bicchieri altrui per tentare di rubare le chitarre che servono per girare i cocktail ma tutti se le portan via come souvenir.
19092009063190920091864
Rientriamo in hotel prima che la metro ci lasci a piedi e per la seconda notte di fila, esausti ma felici ci addormentiamo abbracciati, rappresentando il più bel dipinto visto in quella lunghissima giornata.



Gigi

venerdì 25 settembre 2009

Paris, J’adore (jour 1)

1° Giorno Venerdì – Place de La Concorde, Champs-Elysees, Arc de Triomphe, Museo Quai Brainly, Tour Eiffel.


18092009018


Sembrano tutti situati vicini, solo sulla cartina però, porca miseria per spostarsi da un luogo all’altro c’è da camminare un bel pò. Da place de la Concorde, nota per l’obelisco presente al centro della piazza (e per il film “Il codice da Vinci”) ci siamo spostati verso l’arc de Triomphe che sta alla fine (o all’inizio)degli Champs Elysees.

In lontananza si vedeva chiaramente la tour Eiffel. L’impatto con la città è stato per entrambi molto deludente, in tutto ciò che avevamo visto non c’era niente di romantico e perfino la torre se18092009020mbrava un traliccio dell’alta tensione. Decidiamo di salire sull’arco voluto da Napoleone e ben presto ci attende una piacevole sorpresa che ci accompagnerà un pò per tutto il viaggio. I cittadini tra i 18 e 25 anni residenti nell’unione europea entrano gratis su presentazione di un documento d’identità! E così felici ritiriamo il biglietto gratuito e saliamo i 284 scalini che ci portano in cima. A metà strada volevo morire. Non sentivo più le gambe.18092009021 Sicuramente un ottimo modo di smaltire il panino del Mc Donalds. La vista per fortuna ci ripaga di tutti gli sforzi. Parigi dall’alto è tutta un’altra cosa, si potevano distinguere perfettamente molti degli edifici più importanti. E così, felici e soddisfatti scendiamo altri 284 gradini e ci rechiamo verso la Tour Eiffel. Notiamo un museo proprio di passaggio e appurato che anche lì non paghiamo decidiamo di entare. E’ il Quai Brainly che ospita maschere, oggetti e costumi provenienti da tutti i continenti e al secondo piano un’intera mostra dedicata a Tarzan, ai libri più antichi nei quali viene raccontata la sua storia, ai fumetti, ai film, dai primi in bianco e nero fino ai cartoni della Disney. Un ottimo diversivo in attesa del buio per poter vedere la Tour Eiffel illuminata. Decidiamo di fermarci a mangiare proprio nel parco sotto la torre e quando finalmente accendono le luci, quell’ammasso di ferraglia diventa improvvisamente l’emblema del romanticismo.
180920091855
E’ incredibile come basti “così poco” per trasformarla completamente. Facciamo il biglietto (stavolta lo sconto non vale) e saliamo con gli ascensori fino in cima. Ormai è notte, Parigi illuminata è stupenda. Si vede perfettamente l’arco di trionfo, che da li sopra sembra piccolissimo, gli Champs-Elysees, la Senna con i suoi ponti tutti illuminati. Restiamo lì in silenzio, stupiti a fissare il pan18092009033orama. Un “Ti Amo” quasi sussurrato e un bacio a 320 metri d’altezza, quasi come le mie palpitazioni in quel momento, mentre sotto di noi scorre frenetica la vita notturna Parigina e tutto intorno nessuno si accorge di niente, com’è giusto che sia.
Alle 23:30 siamo già in hotel. Pagherei qualsiasi cifra per addormentarmi ogni notte come in quei cinque giorni. Per sentirlo vicino quando magari mi sveglio, per sorridere quando lo sento russare, per accarezzargli il viso pensando a quanto sia tenero e perché no, per fare tutto ciò che un matrimoniale e quattro mura ispirano.

180920091857


Appuntamento a domani per il secondo giorno.

Gigi

Related Posts with Thumbnails

Disclaimer

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non puo' pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001. Gli Autori dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell'immagine o dell'onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi agli Autori di questo blog, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Alcune delle foto presenti su questo blog sono state reperite in internet: chi ritenesse danneggiati i suoi diritti d'autore può contattarci per chiederne la rimozione.

Hottest Men

Blogger templates made by AllBlogTools.com

Back to TOP