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martedì 6 settembre 2011

Passatempi da spiaggia.


Credo sia pratica abbastanza comune, notare e commentare mentalmente, mentre si è distesi sull’asciugamano a prendere il sole, tutti quei fighi che popolano la spiaggia e che ci sbattono in faccia (purtroppo solo in senso figurato) involontariamente tutta la loro prorompente fisicità.
Il bello di andare al mare con Andrea è che i pensieri mentali diventano reali nel momento stesso in cui nascono. Inizia così una sorta di gara a chi riesce a trovare il culo più bello, i pettorali più definiti, il ragazzo più arrapante, il pisello più stupefacente.

E se qualcuno dei due non nota l’armadio a quattro ante che passeggia sul bagnasciuga con la faccia da tiprendoetisbatto, ci pensa subito l’altro a chiedere “e quello?”. (sottointeso telofaresti?).

L’unico problema è che non riusciamo mai a trovare qualcuno che metta d’accordo entrambi. Come se dovessimo girare la versione italiana di “
A Shot at Love with Tila Tequila”.
Abbiamo due modelli maschili completamente diversi, tanto che in più di un’occasione ci siamo tranquillamente detti “ma io con te, che ci sto a fare?”. Perché poi alla fine né io, né lui incarniamo il nostro ideale di uomo. Ci piacciamo e basta, senza un perché. Come quelli che apprezzano o disprezzano i tagli su tela di Lucio Fontana.

Non abbiamo trovato un accordo nemmeno nel commentare una coppia di ragazzi che ci stava accanto. Indecisione totale su chi dei due era il più figo, terminata con un “io mi tromberei quello di destra”, “io quello di sinistra”. Sicuramente, ecco, non ci ruberemo gli amanti.



E’ capitato tuttavia che un giovane ragazzo con uno slip color salmone, dal quale si intravedevano mastodontiche sporgenze, con un culo scolpito nella pietra e dei pettorali modellati con il DAS, mettesse d’accordo entrambi.

Giuro, era uno spettacolo, sia nella versione bagnata, mentre con fare deciso emergeva dalle fredde acque del mare cagliaritano, sia nella versione asciutta, mentre il sole e il vento accarezzavano la sua pelle ambrata.

E quello stronzo del suo ragazzo, tra una risata e l’altra, gli palpava il culo!

Gigi

venerdì 2 settembre 2011

Un Magnum Bianco e uno Double Chocolate.


Un’ordinazione al bar, in un parco alla sera, dopo una bella giornata di mare. Un’ordinazione normale, come ne capitano tante, non fosse che tra le righe di quello scontrino è come se ci fossimo noi.
Si perché alla fine siamo così.
Completamente diversi, come un bianco e un double chocolate. Uno scuro e uno chiaro. Uno portato più per l’italiano, l’altro per la matematica. Uno riflessivo, calmo, tranquillo e l’altro impulsivo, irascibile e testardo. Uno fancazzista all’ennesima potenza, l’altro lavoratore a tempo pieno. Uno con la testa tra le nuvole, l’altro con i piedi per terra.

E potrei continuare ancora per un bel po’ a trovare aggettivi completamente opposti che sottolineino le differenze che intercorrono tra noi. Ma non avrebbe senso perché nonostante tutto ci amiamo e non c’è, secondo me, collante più forte dell’amore. Siamo diversi, si, ma in un modo sano. Un modo nel quale la nostra diversità non fa a pugni con i nostri sentimenti.

Quelli appena trascorsi sono stati cinque giorni stupendi, nonostante i dubbi che mi assalivano prima della partenza. Dubbi cancellati appena ho incrociato il suo sguardo, quando l’ho visto una volta sceso dal treno. E’ lui l’uomo che voglio al mio fianco per il resto della vita. Per come è, per il suo carattere, per la sua semplicità, per quanto è bello, premuroso, dolce e soprattutto per come mi fa sentire quando stiamo insieme. Non riesco a smettere di baciarlo, accarezzarlo, guardarlo, infilare la mano dentro i suoi boxer, far l’amore con lui. Una volta ho pure scambiato il suo pisello per il telecomando della tv.

Se prima avevo qualche dubbio, ora ho solo certezze. Entro i prossimi due mesi elimineremo la distanza che ci separa per poter vivere pienamente la nostra storia. In qualunque modo andrà, non potrò mai pentirmi di nulla perché non c’è niente di più bello che seguire il cuore.

Sono innamorato di un ragazzo stupendo e farò di tutto perché non finisca MAI.

Gigi

lunedì 29 agosto 2011

Sano trash cagliaritano.

Manco dalla capitale sarda esattamente dal giorno della mia laurea. Con questa canzone spero di recuperare un po’ slang e parlata cagliaritana che nel frattempo ho perso.



No scherzavo. Per fortuna non l’ho mai avuta.

Gigi

martedì 23 agosto 2011

Vacanze Finite…o forse no.

  
Sole, mare e tanto relax.
Il rientro dalle vacanze è terribilmente traumatico pur non dovendo andare a lavorare. Sono belli i ritmi, la routine che diventa propria in pochissimi giorni, il fatto che, nonostante ci si svegli presto la mattina, alle dieci di notte si abbia ancora voglia di uscire e fare tardi la sera.
E’ bello staccare completamente il cervello e metterlo in modalità divertimento perenne, è un po’ meno bello ritornare e trovare tutti i soliti pensieri che ti assalgono come un cane festante sull’uscio di casa.

Ma per fortuna si tratta solo di pochi giorni qui a casa prima di una stupenda mini vacanza alle soglie di Settembre.
Il fine settimana che verrà potrò finalmente riabbracciare Andrea, sperando che il sole cagliaritano non smetta di splendere proprio in quei giorni…

Era una vita che non facevamo più un conto alla rovescia.
Due anni che Andrea non mette piede in terra sarda, quella che il 25 giugno del 2009 ha visto nascere la nostra storia.

Finalmente avrò la possibilità di fargli conoscere i miei più cari amici e mostrargli le bellezze di una città che mi ha ospitato per un lungo periodo della mia vita.

Nella speranza di riuscire ad uscire dal letto!

Gigi

martedì 9 agosto 2011

Registro per le coppie omosessuali a Cagliari, scoppia il putiferio e l’omofobia dilaga.

 
L’assessore alle politiche sociali, Susanna Orrù, ha annunciato l’istituzione di un registro delle unioni civili (punto presente nel programma elettorale del neo sindaco Massimo Zedda) nella città di Cagliari che ha subito scatenato l’ira dell’ opposizione e ha dato modo a decine di omofobi sardi di uscire allo scoperto.

Sulle pagine de L’Unione Sarda, tuona il predecessore della Orrù, Anselmo Piras:
È solo gazzosa di sinistra. Il primo cittadino ha tolto il crocifisso dal proprio studio e adesso la sua Giunta propone il registro delle coppie di fatto, anche quelle omosessuali. Vorrei proprio sapere che cosa ne pensa la Chiesa, che per ora è stata molto silenziosa qui a Cagliari. Nelle altre città d'Italia, per un crocifisso tolto da un'aula di scuola succede il finimondo”.

 

 


Il primo passo è dunque quello di invocare l’aiuto delle gerarchie ecclesiastiche cagliaritane per contrastare il decadimento della moralità, come da più parti fatto notare. Ma è leggendo i commenti di decine di persone rozze e culturalmente arretrate che la Sardegna, mio malgrado, da il meglio si sé, segno terribilmente evidente di come l’essere tradizionalisti e attaccati alle proprie radici non è sempre motivo di vanto.  

Si inizia con tale Palino, che dall’alto della sua laurea ad Oxford, dice:
fatti una famiglia scoppa, rimani incinta, partorisci ,questa si chiama famigia, non a vivere sulla groppa degli altri come gli zingari!”

Che non contento poi ribadisce:
“soppa fatti i figli come le persone normali poi possiamo parlare di diritti! troppo comodo a vivere alle spalle degli altri( come i parassitti)ciao f”.

Rilancia COMPDL (nomen omen):
Sta istituendo il registro delle unioni civili che sono un grandissimo bluff ideologico, che ha un unico scopo: demolire la famiglia come l'abbiamo conosciuta: una promessa d'amore per sempre, nella quale nascono e crescono i figli”.

Sulla stessa linea anche Palmer63:

Le priorità della sinistra sono fondalmente tre:
1) Non fare;
2) Distruggere;
3) Andare contro natura.”


Chi spiega al primo ignorante che la famiglia non è formata solo da due persone che scopano, una delle quali poi resta incinta e partorisce? E la crescita del bambino? La sua educazione? Il non fargli mancare mai l’amore regalandogli una vita serena e per quanto possibile priva di preoccupazioni e dolori? Ma esistono veramente persone che pensano che “famiglia” sia solo sinonimo di “fare figli”? Domanda retorica, lo so.
E ciò che più mi fa innervosire è che tali ignoranti poi trasmettono tutto il loro ridotto bagaglio culturale ai propri bambini, contribuendo inevitabilmente a tirare su una nuova generazione di omofobi italiani.

E al secondo spieghiamo che “una promessa d’amore per sempre” può riguardare anche coppie omosessuali? E tra l’altro, visto il numero sempre crescente di divorzi, dei figli di genitori separati che ne facciamo? Come è possibile che certe persone prima di esprimere giudizi così pesanti non si fermino un attimo a pensare? Perché danno fiato alla bocca vomitando tesi che fanno acqua da tutte le parti?

Del terzo vorrei sottolineare il terzo punto. “Andare contro natura”. Ancora ci sono persone che si ostinano a battere su questo punto. Come se l’omosessualità fosse una scelta, come se fosse la nuova frontiera della trasgressione, come se si diventasse omosessuali giusto per andare controcorrente. E ogni volta bisogna spiegare a queste persone con evidenti deficit cognitivi che comportamenti omosessuali in natura sono tutt’altro che rari. Che l’amore non ha sesso e quello omosessuale non vale meno di quello eterosessuale.

Che grazie a persone come loro, ci sono centinaia di omosessuali sardi che soffrono in silenzio, oppressi dal bigottismo dei piccoli paesini di provincia, dove l’arretratezza culturale impedisce loro di essere se stessi e di donare tutto il proprio amore a chi lo merita, relegandoli ad una vita di tristezza e sofferenza.

Gigi

domenica 4 luglio 2010

Le suore e…

sexy shop


Siete riusciti a capire la particolarità di questa foto?
No?
Indizio.

Gigi

venerdì 2 luglio 2010

Lotta per la sopravvivenza.

Ieri pomeriggio mentre beato cazzeggiavo su internet sono stato attirato da rumori molesti provenienti da fuori. Si trattava di un incessante sbattere d’ali. Lì per lì non ci ho fatto troppo caso, vivo circondato dai piccioni, peggio del mio mito in “Mamma ho riperso l’aereo, mi sono smarrito a New York”.
Dopo circa due minuti ho deciso di buttare un occhio fuori dalla finestra e sono corso a prendere la macchina fotografica. Di fronte a me questa scena:



Potrebbe sembrare un comportamento crudele e spietato, io ci ho visto solo una scena di caccia tra animali. Una lotta ad armi pari. Il piccione ha dalla sua l’agilità che non ha saputo sfruttare nel momento in cui è stato catturato, il gabbiano la forza. Poco prima che iniziassi a filmare, il piccione è riuscito a liberarsi ma aveva probabilmente un’ala spezzata ed è riuscito a fare qualche metro, prolungando solamente la sua agonia.
L’unica cosa che mi ha fatto un po’ impressione è che il gabbiano ha lacerato il dorso del piccione e ha iniziato a divorarlo quando era ancora palesemente vivo.
La legge del più forte.

Gigi

sabato 12 giugno 2010

Giovani rapper crescono…

Direttamente dalla Sardegna…(specifico, perché forse non si capisce).


Ci son certe parole in Cagliaritano che mi han fatto piegare, non infierisco se no poi questo fa il dissing pure a noi!

Da Wikipedia:
Per quanto riguarda la musica hip hop, vengono definite diss song o diss track brani che hanno il principale scopo di offendere, prendere in giro o criticare una persona o un gruppo di persone specifiche. Tali canzoni sono generalmente il risultato delle dispute e delle rivalità che spesso intercorrono fra gli appartenenti al movimento hip hop.

Gigi-Fix 2010

martedì 25 maggio 2010

Lega Nord a Cagliari, quello che si meritano.

Questa domenica davanti al Bastione di Saint Remy a Cagliari, per la prima volta la Lega Nord ha tenuto un comizio elettorale in Sardegna prima delle votazioni delle prossima settimana. Inutile dire che fortunatamente l’accoglienza non è stata delle migliori, con decine di persone inferocite che urlavano e sbraitavano. A rimetterci la faccia in prima persona è stato il Ministro Castelli, che quando ha tentato di spiegare in che modo il federalismo fiscale possa in un certo senso ottenere i risultati ai quali hanno aspirato i grandi padri del Sardismo, è stato subissato di fischi e di cori inneggianti alla sua dipartita dalla Sardegna.

Qui sotto alcuni video (da notare quanto siano più i contestatori che le persone effettivamente accorse ad ascoltare il comizio).


Il primo è una sorta di riassunto dei TG locali:






Gigi

mercoledì 12 maggio 2010

Cagliari, monumenti aperti, ultima tornata.

Consapevoli del fatto che l’orto botanico meriterà di sicuro una visita a parte, vista l’immensità del posto, decidiamo di recarci lì vicino alla villa di Tigellio, poeta latino vissuto in Sardegna tra il I secolo a.C. e il II secolo d.C. citato in alcune lettere di Cicerone e descritto minuziosamente da Orazio. In realtà il termine “villa” non è propriamente corretto, poiché a seguito di successivi scavi si scoprì che si trattava di un complesso abitativo comprendente almeno altre tre case, tutte isolate dall’esterno tramite una piccola cinta muraria e che prendevano aria e luce esclusivamente dai cortili interni.

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Dopo la pausa gelato abbiamo optato per la visita della chiesa di San Pancrazio, attratti soprattutto dalla Cripta sottostante. La chiesa fu costruita intorno al 1600 e solo dopo alcuni lavori di restauro negli anni 80 fu appunto scoperta la cripta, fatta costruire per ospitare le spoglie dei cittadini poveri del quartiere, dalla confraternita del Santissimo Crocifisso dell’Orazione e della Morte.
DSC00392 DSC00389 DSC00390Le pareti sono decorate con il carbone. La raffigurazione classica della morte si trova sul soffitto, nella falce che tiene in mano c’è scritto “Nemini Parco” ovvero, “Non risparmio nessuno”.

Dopo la chiesa di San Pancrazio siamo andati a visitare la famosissima torre dell’Elefante che insieme ad altre tre torri, di San Pancrazio e del Leone (rinominata dell’Aquila, dopo esser stata distrutta nel 1700) formava la cinta muraria del castello della città di Cagliari. Edificata nel 1300 circa, è alta 35 metri e prende il nome da una piccola statua di un elefante posta su una mensola in uno dei lati della torre. Le scale per salire fino in cima sono estremamente ripide, tanto da essere sconsigliate a chi soffre di vertigini, onde evitare poi scene come quelle che abbiamo visto noi, di persone prese dal panico che per fare due passi per scendere giù ci mettevano anni. Come potete notare solo il lato della torre che dava verso l’esterno era costruito in pietra, con le feritoie dalle quali i soldati tiravano frecce, pietre e olio bollente contro i nemici, mentre la parte che dava verso l’interno era interamente in legno.

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Dopo la torre dell’elefante, incuriositi, ci siamo recati alla casa massonica più importante di Cagliari. Purtroppo al suo interno era severamente vietato scattare fotografie. Ci sono stati fatti visitare i vari ambienti della casa, con raffigurazioni e fotografie dei più importanti Massoni, vedi Mozart, Garibaldi e Mazzini, e infine ci hanno fatto sedere nel salone utilizzato per le riunioni. Le domande a quel punto vertevano principalmente sullo scopo di tale confraternita e sulle varie simbologie utilizzate. I Massoni si riuniscono principalmente per affrontare svariate discussioni, di attualità, di filosofia, di qualsiasi cosa ad esclusione della politica e della religione. Hanno una propria gerarchia, basata su un cammino simbolico che l’uomo dovrebbe percorrere per arrivare alla perfezione. Sono completamente autofinanziati, credono fermamente nella diversità come arricchimento culturale reciproco, combattono l’ignoranza e sono tutti uomini di buoni costumi morali, requisito necessario per poter diventare un massone. Non è dato sapere esattamente cosa si intenda “per buoni costumi morali”, l’unica nota specifica riguarda la fedina penale che deve essere immacolata.

Così termina questo giro turistico per Cagliari che mare a parte, non facevo così bella e ricca di storia. Il problema principale è che quasi tutte le chiese e i monumenti restano chiusi per gran parte del tempo e vengono aperti solo in occasioni come questa, non sfruttando di fatti il grande potenziale che la città possiede. Vi garantisco che c’è ancora tanto da vedere e consiglio a chi ancora non ci fosse mai venuto, di fare tappa a Cagliari, come nel resto della Sardegna, non solo per il bellissimo mare che l’isola offre.

Gigi

lunedì 10 maggio 2010

Cagliari, Monumenti aperti 2

Domenica si è conclusa la seconda giornata dedicata alla cultura cagliaritana con l’apertura di tutti i monumenti presenti nel capoluogo sardo. Zaino in spalla, io e alcuni amici, siamo usciti di casa alle 15:00, con in mente un itinerario ipotetico che ci avrebbe permesso di vedere più siti possibili, partendo dalla periferia verso il centro.
Abbiamo iniziato con La grotta della Vipera sepolcro gentilizio, costruito tra il primo secolo e il secondo dopo Cristo e che ospiterebbe i resti di una nobildonna romana. La storia narra che Atilia, questo è il nome, pregò gli dei affinché uccidessero lei piuttosto che suo marito, in fin di vita a causa della malaria. Le preghiere furono talmente forti che Atilia morì e suo marito Filippo guarì. In segno di estrema riconoscenza verso la moglie fece costruire appunto il sepolcro. Purtroppo dal 2006 l’interno, fatto di gallerie e cunicoli abbastanza stretti è diventato inagibile e ciò che si può vedere sono solo i resti, che comprendono l’ingresso, alcuni versi sparsi sui muri del sepolcro e le due Vipere in alto (dalle quali prende il nome la grotta) , simbolo di fedeltà coniugale.


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Abbiamo proseguito con i resti di un tempio punico, successivamente riutilizzato in epoca romana, presente nei sotterranei di un palazzo al centro di Cagliari. E’ un sito privato che viene mostrato solo in occasioni particolari. Tutto il territorio della città è disseminato di cunicoli, gallerie e resti di epoche passate, ciò che è triste che non si fa praticamente niente per valorizzare questi luoghi di forte impatto archeologico, anzi, ci si costruisce tranquillamente sopra, facendo sparire ciò che c’era prima.

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Da lì, siamo passati all’orto botanico di Cagliari. In pratica un immenso giardino con milioni di piante provenienti da ogni angolo del mondo. Una sorta di paradiso terrestre che sicuramente meriterà un altra visita con più calma. Tra le altre cose, felicissimo di avervi incontrato Shion, anche lui come me per la prima volta in tutti questi anni alla scoperta delle meraviglie cagliaritane.

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All’interno dell’orto botanico sono presenti alcune cisterne nelle quali veniva convogliata l’acqua necessaria per il fabbisogno cittadino. Alle cisterne vi si accede tramite numerose gallerie come la seguente, scavate nella roccia:

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Anche per oggi ho intasato la home di foto, meglio se spezzo un pò. Domani vi mostro la seconda parte dell’escursione.

Gigi

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