lunedì 13 luglio 2009

Single Lady...scelta obbligata.

Impazzano le magnifiche imitazioni di quella culona di Beyonce nella sua hit Single Ladies. Con un ritardo mostruoso vi propongo questo aitante fanciullo. Non so, chi si vuole maritare ha esigenze particolari? Manu, va bene?



La cosa che più mi sconvolge è il pacco. E che nonostante tutto, senza ritegno il mio sguardo non ha potuto fare a meno di cadere lì.

Gigi

Sorridi....sei sul TG1

Ho visto una marea di servizi sul G8, purtroppo tutti made in canale 5, dato che è il telegiornale che va più in voga qui dai miei. Questo del TG 1 sulla manifestazione organizzata contro il G8 me l'ero perso!



GRANDI!!! Ci vuole una bella dose di faccia da culo per farlo...

Gigi

domenica 12 luglio 2009

Ta daaaaaaaaaaaan!

Ho appena beccato questo video. Non so se mi ha più fatto ridere o fatto piangere...fate un pò voi!



E' da martedì che ogni giorno mi fa male qualcosa. Prima febbre, mal di testa, mal di collo, mal di schiena, oggi mal di pancia. Quasi quasi ci aggiungo il mal di mano...vado a cercare uno sgabello rotante...

Gigi

sabato 11 luglio 2009

Il G8 e Berlusconi: ma cos'hanno deciso?

Il G8 è finito, aggiungerei finalmente. Oggi pomeriggio mi sono dovuto sorbire un servizio sul TG5 delle 13 tutto impiantato su come sia stato un successo questo G8 all'Aquila, grazie a Berlusconi che ha gestito il tutto magnificamente, grazie a Berlusconi sono state prese grandi decisioni, grazie a Berlusconi la città dell'Aquila è stata al centro dell'attenzione, grazie a Berlusconi (questa l'aggiungo io) l'informazione italiana è caduta talmente in basso che sarà finita in Cina. Ho perso il conto di quante volte è stato ripetuto il nome di Berlusconi in quel servizio.

Ma cos'hanno deciso al G8? Sul sito dell'AGI leggo che sono stati approvati sette documenti sul futuro sostenibile: non proliferazione, terrorismo, agenda globale, clima, partenariato G8-Africa su acqua e sanità, sicurezza alimentare. Bene, anzi direi male, perché nessuno di questi temi è stato approfondito poi dai telegiornali i quali si sono limitati solo ad elogiare il sovrano-padrone su come ha gestito l'evento. Un'informazione che rasenta ormai il ridicolo, provo vergogna io per i giornalisti che preparano questo tipo di servizi giornalistici, un po' li capisco perché se non fanno così rischiano di perdere il lavoro, però ragazzi a tutti c'è un limite.

Spenti riflettori, le telecamere e i microfoni, spero che gli abitanti dell'Aquila, che hanno dovuto subire sta passerella di guardoni, riescano ad avere una casa prima dell'inverno.

MirkoS

Si inizia così


Spero solo che da grande non si aspetti che la ragazza/o urlerà come un clacson :D

MirkoS

Painted-on

Oggi inauguro una rubrica sportiva. Considerato che ognuno di noi ama qualche sport: calcio (Gigi starebbe tutto il giorno a guardarsi i calciatori), pallavolo, tennis, formula 1 (ma che fine ha fatto Hummer quello che odia la Fiat?), atletica, nuoto, acchiapparello...etc...etc... ho deciso di dare uno spazio a tutti questi atleti e pubblicarne qualche foto. Tutte le foto avranno un particolare in comune: chi sarà capace di individuarlo? :D






MirkoS

venerdì 10 luglio 2009

Giochi dell'infanzia

Oggi rientravo al paese e mentre leggevo sul treno una rivista, mi ha colpito un articolo sui giochi dell'infanzia. Magari qualche lettore trentenne li ricorderà e li avrà giocati di sicuro, più difficile che un ventenne o peggio ancora un quindicenne li possa aver mai giocati ormai abituati ai mille giochi ipertecnologici. Giusto per un ricordo nostalgico voglio elencarne alcuni:

Campana
Si disegna uno schema sull'asfalto con un gesso. Si tira un sasso su ciascun numero dello schema e si deve percorrere saltando in vari modi.
E' stato il gioco più giocato durante la mia infanzia, a casa nel cortile era perennemente e perfettamente disegnata una campana, ci giocavo con mio fratello e le mie cugine. Quando invece andavo nel fine settimana dai miei nonni bisognava sempre ridisegnarla, però in compenso qui trovavo un sacco di nuovi amichetti che si aggregavano al gioco. Ore e ore a giocare, senza mai stancarsi e dimenticandosi anche di aver fame nonostante le insistenze della mamma che voleva tornassi in casa per cenare.

Un due tre stella
Uno conta e gli altri dietro di lui si muovono verso di lui. Quando quello che conta si gira, tutti devono rimanere immobili, pena tornare indietro.
Un classico, forse quello più conosciuto, a dire la verità non lo trovavo molto divertente, rimanere immobili, arrivare prima a toccare chi conta non mi entusiasmava particolarmente anzi lo consideravo un gioco alquanto stupido. Ricordo di averlo giocato poche volte all'asilo dalle suore, secondo me erano le stesse suore a proporlo perché era un gioco tranquillo silenzioso quindi l'ideale per le loro orecchie.

Regina reginella
Una "regina" viene interrogata con la formula "regina, reginella quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello, con la fede e con l'anello...?" e la regina risponde esempio: 4 da formica, 7 da elefante, ecc. Vince chi arriva prima dalla regina.
Molto simile al precedente, però sicuramente molto più intelligente perché bisognava imitare i passi dei vari animali, calcolare la distanza, tutto sommato carino come idea di gioco.

Lupo mangia frutta
Uno fa il lupo, gli altri pensano a un frutto, Quando il lupo dichiara il frutto che vuole mangiare, quello che corrisponde al frutto pensato deve scappare.

Ruba bandiera
Due squadre. Un arbitro tiene in mano un fazzoletto e chiama un numero. I due che hanno quel numero devono correre a conquistare la "bandiera". Vince la squadra con più catture.

Strega comanda colore
Una "strega" comanda un colore e tutti devono correre a cercare di toccare un oggetto di quel colore prima di essere catturati.

Quest'ultimi giochi erano caratterizzati da corse infinite, sudate a non finire, però tanta tanta socializzazione. Ci si divertiva, si faceva un chiasso esagerato tant'è che una volta mi ricordo mi sono beccato una secchiata d'acqua da una vecchia signora un pò insofferente ai bambini :P vabbè anche quello faceva parte del gioco.

Che bei e dolci ricordi la mia infanzia :)

MirkoS

domenica 5 luglio 2009

Strisce pedonali

Buona domenica a tutti e non dimenticate di dare sempre la precedenza ai vecchietti: naturalmente loro c'hanno i loro tempi


MirkoS

sabato 4 luglio 2009

Saldi, saldi, saldi

Oggi sono iniziati a Roma i saldi estivi, invece da me in Terronia sono iniziati già dal 2 luglio segno che noi siamo sempre più avanti. Centri commerciali pienissimi, tutte le persone che incontravo avevano in mano qualche borsa della spesa e questo vuol dire che la gente a dispetto della crisi non si fa mai mancare l'occasione per fare un pò di shopping. Chissà forse ha fatto qualche rinuncia prima con la prospettiva di spendere poi durante i saldi e risparmiare qualcosa.

Questo video che vi vado a presentare mi ha ricordato tutte le varie porte scorrevoli che si incontrano proprio in questi centri commerciali, quindi mi raccomando fate attenzione per evitare ciò che è capitato a questo povero disgraziato :D


MirkoS

mercoledì 1 luglio 2009

25 Giugno 2009

Qualcuno in quel momento giocava con la sua XBox360, pale del ventilatore puntate sul viso, ultima uccisione prima di andare a dormire. Qualcuno probabilmente sfogliava le ultime pagine del suo libro preferito mentre la testa pendeva rovinosamente in avanti, indice del sonno imminente. Qualcuno girovagava senza meta tra la vasta offerta del digitale terrestre, mentre una donnina si spogliava o Jill Cooper pubblicizzava il suo tanto amato AB King pro per Mediashopping. Qualcuno si divertiva con l’ultimo test di Facebook o leggeva le news sparse per il web. Qualcuno prendeva le ultime pillole e faceva le sue ultime iniezioni nel suo fantasmagorico Neverland ranch, qualcuno a caso. Qualcuno mangiava, qualcuno faceva l’amore, qualcuno andava al bagno per la consueta tappa di mezzanotte, qualcuno semplicemente ronfava nella più classica delle notti estive, disturbato di tanto in tanto da qualche maledetta zanzara. Qualcuno sognava.

Io e lui stavamo sul mio lettino, abbracciati a parlare di noi, della giornata appena trascorsa, dei nostri sentimenti. La prima giornata passata interamente insieme, dopo mesi di telefonate e di messaggi, quella che ha cancellato gli ultimi dubbi, le ultime paure, quella che ci ha fatto capire quanto sia bello guardarsi negli occhi e parlare senza dire una parola. Si ride, si scherza, si ironizza.



Ricordo quella mattina, il nostro primo incontro. Le porte scorrevoli che si aprono, il mio cuore che esplode, lui che a testa alta compare lì di fronte e in un attimo incrocia il mio sguardo. Io che lo raggiungo, un accenno di abbraccio e due casti baci sulla guancia. Ricordo il nostro primo bacio nemmeno dieci minuti dopo. Sono felice, probabilmente straparlo. Ci guardiamo negli occhi, entrambi vogliamo la stessa cosa. Non resisto, faccio un passo avanti e in punta di piedi lo bacio. Non credo di aver provato in ventitré anni di vita un’emozione simile. Mi stringe forte a se. Non mi pongo domande, non mi chiedo come sia possibile stare così bene con qualcuno che effettivamente vedi per la prima volta, non mi va di farmi tutti questi interrogativi inutili. Io sto bene, lui sta bene, è questo ciò che conta.

Nella penombra della stanza continuiamo a fissarci negli occhi e ad abbracciarci dolcemente. Respiro il suo profumo, lo stesso che ancora oggi sento sulla maglietta che ha dimenticato qui e con la quale dormo ogni notte.

“Allora, non sei forse venuto qua per stare con me?”


“Certo, per incastrarti.”


“Hai preferenze sul giorno in cui farlo?”


“Il prima possibile, anche ora”
”Quindi da ora stiamo ufficialmente insieme piccolo…”

Bacio. Il primo dato a colui che più di ogni altra persona adesso vorrei accanto. Il primo dato al mio fidanzato, il primo dato a colui che non so come mi ha rubato il cuore e l’ha fatto suo. Il primo bacio di una lunga serie, il preludio di una lunga notte trascorsa abbracciati tra estenuanti dormiveglia, il primo mattoncino sul quale costruire la nostra storia.
La prima volta in cui mi sento così tanto felice. Ciò che prima avevo sempre superficialmente considerato una limitazione della libertà personale è diventato il mio futuro. Improvvisamente ho voglia di fare progetti, di pensare al domani in maniera totalmente diversa, di buttarmi in questa storia senza trattenere nessun aspetto di me.

Per molti saranno parole buttate così, sull’onda dell’euforia del momento, per molti saranno farneticazioni di un ragazzino incapace di pesare i sentimenti, per molti saranno considerazioni delle quali in futuro mi pentirò. Per me no. Questa volta disattivo i pensieri negativi e resto fiero ed orgoglioso di ciò che in questi mesi abbiamo costruito, credo fermamente nel nostro rapporto, mi fido totalmente di lui. E la cosa che più mi riempie di gioia è che lo stesso vale per lui.

Altri venti giorni e ci rivedremo. Rivedrò il suo sorriso dopo tutte quelle lacrime dovute alla sua partenza. Appoggerò la mia testa sul suo petto finché il sonno non ci costringerà a dormire. Incroceremo gli sguardi per la strada, sospirando per il fatto di non poterci baciare ovunque. E’ più difficile di quanto ci aspettassimo, ma ci crediamo, e va bene così…

Gigi

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