lunedì 11 luglio 2011

Se questo è un divano…

Avete chiesto la foto del divano di cui ho parlato proprio l’altro giorno in questo post. Si Dumbo, quella roba partorita in una sessione di Paint Your Life direttamente da Barbara Gulienetti.

Prendi un vecchio materasso, lo squarci, usi tutto ciò che c’è all’interno per riempire alcuni sacconi neri della spazzatura, ci butti in mezzo un po’ di colla a caldo, sistemi tutto in modo da dare una forma vagamente rettangolare e con una sparachiodi tendi il sacco e spari, in modo che non formi pieghe. Per fare i braccioli servono due casse dello stereo. Nel caso non ne abbiate uno a portata di mano chiedetelo nella discarica della città. Saccone nero anche lì, colla a caldo e sparachiodi. Per la base potete usare una comune porta. Chi non ha una porta vecchia a casa, che è davvero un peccato buttare. Per i piedi invece vanno bene i cartoni che si trovano all’interno dei rotoloni di carta assorbente, rivestiti di carta in alluminio. Da attaccare rigorosamente con la colla a caldo.

Questo è il risultato finale:


Vi prego, NON siate clementi.

Gigi

P.S. Sbizzarritevi con le mille possibilità che offrono i sacchetti di plastica. Andrea li ha scelti rossi. Erano buste natalizie.

domenica 10 luglio 2011

Le zanzare sono tutte puttane

Pure le donne. Non ditemi che la Gregoraci stia con questo canotto ambulante solo per amore?

O che la Titti Giovannoni sposi il Brunetta mignon solo perchè è stata folgorata dal suo sguardo penetrante e dal suo ammaliante sorriso?

Pare che ora a Siena anche le donne stiano creando un partito tutto loro, quasi che nella politica non avessero mai messo piede o non fossero mai state considerate (Gelmini, Carfagna, Meloni, Santanchè, etc. etc. docet). Ora le donne scenderanno in campo come qualcuno fece tanti anni fa e sistemeranno tutto: non ci saranno più raccomandazioni, non ci saranno più interessi privati in atti pubblici, non ci saranno sorprusi dei potenti sulla povera gente, insomma un mondo diverso dove una velina sposerà un benestante venditore ambulante, dove una modella sposerà un povero quarantenne metalmeccanico. Sì perchè le donne sono dai principi sani e morali.

Ma poi perchè tutte ste carinerie verso le donne? Perchè dovrei cedere il posto sull'autobus a una donna? Ha qualche menomazione fisica? Non può stare all'impiedi come gli uomini? Se parità di sesso ci dev'essere allora che ci sia.

Questa divagazione perchè il titolo del primo ebook da me comprato su La Feltrinelli mi ha fatto pensare a loro. Torniamo dunque in tema, ho acquistato questo ebook di Beppe Tosco

"una divertentissima raccolta di sfoghi contro una serie di assurdità che tutti subiamo ogni giorno e che a volte, inconsapevolmetne, infliggiamo a chi ci sta vicino". Con mio grande stupore ci ho trovato una cosa sulla quale mi è capitato spesso di rifletterci tant'è che avevo pensato di farci un post e manco a dirlo lui (l'autore) ha trattato l'argomento nel suo libro. Vi tengo sulle spine e ve la dico un'altra volta.

Per una lettura sotto l'ombrellone ve lo consiglio spassionamente. L'ebook costa € 10,99 mentre il libro cartaceo ne costa € 16,50 (che poi su amazon si trova a € 11,55) ed è questo uno dei motivi perchè l'Italia rimarrà sempre indietro nella tecnologia. Non solo l'ebook fà risparmiare costi sulla spedizione, sull'immagazzinamento, spese di distribuzione, costi per la stampa, non solo fa risparmiare tanti alberi e tu casa editrice cosa fai? Ne disincentivi la vendita praticando una piccola differenza di sconto rispetto al libro cartaceo solo perchè hai paura di perdere il tuo potere? E' come se i monaci de Il nome della Rosa organizzino uno sciopero contro l'invenzione di Gutenberg perchè da lì a poco avrebbero perso il loro posto di lavoro. Ok, allora rimaniamo immobili, fermi così il futuro può anche andarsi a fare una passeggiata in altri paesi.

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P.S.: Un piccolo assaggio del libro “È vero che i rimedi ecologici infondono alla zanzara solo malesseri leggeri, piccoli fastidi, contrattempi: colorito brutto, brufoli, doppie punte, leggera stitichezza, piedi piatti... Ma se l’Autan normale funzionava, come mai fare l’Extreme? Oltre a uccidere le zanzare ne violenta gli orfani? Saccheggia le loro case e chiude loro i canali umanitari? Allora perché non inventare anche l’Autan Reverse, che storce loro il pungiglione e si penetrano da sole? O l’Autan Paralize, che inibisce le ali costringendole a inseguirci con le loro ridicole zampine? L’Autan Detective che indaga, segue la zanzara sospetta in bar malfamati, la raggiunge e la uccide in qualche capannone abbandonato. Oppure l’Autan Sodomy...”

C’era una volta…

Un bel coniglietto nero che zampettava felice sul pavimento di un’accogliente casetta americana.



E ora non c’è più.

Gigi

sabato 9 luglio 2011

Bird Watching (quello serio)

Qualche tempo fa mentre da perfetto casalingo sparecchiavo la tavola e sbattevo la tovaglia sul balcone, mi sono accorto di un insolito via vai di volatili. Nei giorni seguenti ho constatato che il continuo sbatter d’ali non cessava. In particolare si concentrava tra le fronde di una pianta poco più alta di me in un vaso sulla veranda. Ho provato a controllare meglio tra i rami ma non ho trovato assolutamente nulla. Dopo ancora qualche giorno, ricontrollando meglio, ho notato un nido quasi in cima alla pianta. Vuoto. Si vedeva che era appena fatto, troppo perfetto per essere rimasto lì dall’anno scorso. I volatili in questione si chiamano comunemente Verdoni (Carduelis Chloris).


Il Verdone si riproduce due volte l’anno da aprile a giugno inoltrato e produce dalle 3 alle 5 uova per ogni covata. Le uova sono bianche/beige chiazzate di marrone. Il nido costruito prevalentemente con steli d’erba e piume (ho notato però che ci sono finiti di mezzo anche i peli del mio cane) è solitamente ben nascosto tra gli alberi.

Raramente come in questo caso, il nido viene costruito su un cespuglio. Credo che quest’anomalia sia dovuta al fatto che, per sbaglio, mentre potavo l’agrifoglio del giardino ho fatto cadere un nido, con molta probabilità, della stessa coppia di verdoni. Fortunatamente era vuoto.

Purtroppo il nido è stato costruito in una zona di passaggio (altra anomalia che non mi so spiegare) e spesso mi accorgo che gli uccelli volano via disturbati. Spero non piantino baracca e burattini proprio nel periodo della cova.

I verdoni sono uccelli granivori, quindi si nutrono principalmente di semi anche se talvolta non disdegnano piccoli vermi o insetti.

Grazie alla visuale particolare che ho sul nido cercherò di seguire con voi giorno per giorno il percorso che porterà prima di tutto alla deposizione delle uova, alla cova, successivamente alla nascita dei piccoli e infine alla loro dipartita dal nido. Sperando che tutto vada nel verso giusto.

Intanto ecco alcune foto del nido appena costruito:

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  Gigi

venerdì 8 luglio 2011

Summer Bird Watching.


A chi non è mai capitato di piazzarsi per ore sul bagnasciuga, per metà immersi nelle fresche acque cristalline e per metà poggiati sui gomiti nella bianca sabbia calpestata da un’infinità di fighi pazzeschi. E’ tutto un pullulare di addominali bagnati, di costumini attillati, di pacchi dalle forme e dimensioni più strane, di fantasie sessuali. E’ un continuo spizzare senza dare nell’occhio, riempirsi di sabbia nei posti strategici in modo da non far notare le frequenti erezioni, girarsi in posizione prona per mascherare il possibile. E nel frattempo continuare a farsi male, guardando tutto quel ben di Dio che la natura a volte ha concentrato incredibilmente su una sola persona. Ti passano così davanti mori, biondi, glabri, pelosi, con fisici asciutti, pettorali ben definiti, addominali da favola, occhi chiari, occhi scuri, culi pazzeschi. Nel frattempo il cervello immagazzina ed elabora. “Tu, sei il prossimo che accompagnerà le mie polluzioni notturne”.

Che in realtà per quanto mi riguarda sono una chimera. Quando inizi a menartelo ancor prima di produrre spermatozoi, difficilmente strariperanno inondando le lenzuola. Preferisco essere responsabile in prima persona del ricambio generazionale che avviene all’interno dei miei testicoli piuttosto che relegarlo al mero contorno di un sogno a tinte porno. Anche se per la curiosità che mi contraddistingue ci ho pure provato. “Da oggi in poi, non mi faro nemmeno una sega”. Due settimane sono durato. Con i nervi a fior di pelle e un senso di insoddisfazione perenne. Avere un pisello e non usarlo è come andare a Parigi e non vedere la Tour Eiffel. Come avere la forza, la velocità e i raggi X di Clark Kent e non impiegarli per salvare il mondo. O guardare attraverso i vestiti della gente. Come possedere tre canali televisivi e non spalmarci sopra giorno e notte i propri interessi.



Ma alla fine lo sapevo che sarei finito a parlare di uccelli in un senso che proprio in questo post non doveva entrarci un cazzo. Infatti volevo fare il simpatico, fottervi dicendo “avete visto? ho messo un titolo un po’ porco ma in realtà volevo parlare d’altro”. VOLEVO. Beh a sto’ punto lo farò domani! Sperando che il sole, il mare, e gli uccelli non mi distraggano più dai presunti obiettivi didattici dei miei post.

Gigi

giovedì 7 luglio 2011

La casa.


Che non ha nulla a che fare col film horror datato 1981 di Sam Raimi. Almeno non dal punto di vista di Andrea. Io più di un’obiezione l’ho sollevata. Anche a me, da fuori, sembrava una casa normale. Lui dice che ha scoperto il mondo dei colori guardando Real Time. Io una volta, su Real Time, ho guardato Paint Your Life e ho capito molte cose. Le ha capite pure mia nonna che viaggia sull’ottantina. Ci vuole un bel coraggio a spacciare certe cianfrusaglie per opere d’arte. No ma dico, se un lampadario si trova tra i rifiuti, ma perché non lasciarlo lì? Ma che male ha fatto? Perché subire anche l’umiliazione di una decorazione di pessimo gusto? Tanto nella spazzatura ci finisce in ogni caso.

Ma il fatto più inquietante è che nonostante considerassi terribile ogni singolo oggetto creato in quel laboratorio malefico, non sono riuscito a spegnere la tv prima della fine della trasmissione. Perché dovevo vedere fino a che punto si poteva superare il limite del kitsch. Tra l’altro nella puntata che ho visto, la sorridente e ingegnosa Barbarba Gulienetti, ricopriva i cassetti di un mobile con una fila incredibile di matite. Ora dico io, ma piuttosto che sputtanare uno stipendio in matite, che si ok, se hai 12 anni è anche carino l’accostamento “studio-matite”, ma cazzo, ma non fai prima ad andare all’Ikea e con 24 euro comprare una cassettiera Rast?



Comunque tutto questo discorso per farvi capire che nel discorso casa, io sono un telespettatore medio. Andrea è il clone del Belzebù dell’arredamento. Il braccio destro di Lucifero. Le nostre preferenze cozzano come Minzolini e la libera informazione, come Vasco Rossi e le vere rockstar, come Martina Stavolo e Maria De Filippi.
Io sono per i colori pastello, per la modernità non ostentata, per il bianco candido. Nooo, lui no. E infatti ha dipinto una parete di grigio, ha fatto montare una cucina grigia, (che a me sembra marrone) con un tavolo futuristico in vetro e acciaio e ha comprato un divano rosso fiammante. Giuro, se le altre cose hanno un senso riconducibile al proprio gusto personale, il divano un senso non ce l’ha. Roba che se chiami la suddetta Barbara Gulienetti è capace pure di migliorarlo. Magari le matite a stò giro le avrei messe sotto i cuscini, in modo che mentre lo provava si fosse punto il culo svegliandosi dal torpore che ha contribuito a farglielo acquistare.

Io l’ho soprannominato Dumbo. Quelli che dovrebbero essere due braccioli, sembrano in realtà due enormi orecchie. Se credete che stia esagerando, non sto’ dicendo nemmeno la metà delle cose che gli ho detto quando ho visto quel divano. La cosa che mi ha fatto più sorridere è che gli ho chiesto “ma a tua mamma piaceva?” Risposta “no, non piace a nessuno”. Ma cazzo amore mio, ci sarà un motivo se non piaceva a nessuno e se godeva di un buono sconto. Roba che quando l’hanno dato via, in negozio hanno stampato lo champagne delle grandi occasioni. Tempo tre mesi e glielo tiravano in testa, perché occupava spazio in magazzino.

Da tutto questo, cosa abbiamo dedotto? Che chi ancora non fosse stato risucchiato dalle trasmissioni di Real Time è meglio che ne stia alla larga perché nuoce gravemente alla vita di coppia.

Gigi

mercoledì 6 luglio 2011

L’amour toujours.


Quello c’è sempre. Anzi, proprio recentemente ha compiuto il suo secondo anno di vita. Nonostante tutto, restiamo un po’ sfigati. Una questione molto grave ha fatto si che i progetti, proprio nell’apice della risoluzione, subissero un brusco arresto. O meglio, che venissero rimandati a data da destinarsi. A metà maggio sarei dovuto diventare già cittadino del nord. Sempre perché sono un po’ pirla. Il nord da metà maggio in poi si riversa in Sardegna, io no, dalla Sardegna mi sarei catapultato al nord quasi in piena estate. Che poi alla fine poco conta. Non sono ancora riuscito ad andare una volta al mare. Sempre per la solita questione del “chi ha il pane non hai denti” e viceversa. A me il mare non fa impazzire, sarà che son 25 anni che vedo solo quello. Preferisco la montagna e soprattutto la neve. Dove tra l’altro non bisogna fare i conti con le fastidiosissime zanzare. Si ma che poi avete ragione pure voi, ne riparleremo quando mi sarà definitivamente stabilito su al nord, quando mi mancheranno le spiagge sarde, l’affetto familiare, il maiale arrosto, i formaggi, la salsiccia e il salame. Di quello non mi potrei mai stancare, anche se presumo ne vedrò in quantità industriali. E in ogni dove.

Certo, un bel po’ di cose sono cambiate nel frattempo. Siamo tornati nel mondo reale. Che non vuol dire che l’amore è diminuito. E’ solo un po’ meno accecante di prima e ci rende possibile scovare e analizzare i difetti l’uno dell’altro. Perché tipo fino all’anno scorso pensavo che lui non ne avesse. A parte russare come un maiale. Ma era figo pure quello. Tipo “che tenero l’amore mio mentre dorme beato”. No ora è “se non smette di russare gli tiro un calcione”. Ma sempre in maniera bonaria.

Ci vediamo sempre troppo poco rispetto a quanto vorremmo. Purtroppo anche questo è rimasto uguale. E’ diventato più geloso, quasi quanto me, che prenderei a pedate l’infinita fila di persone alle quali, caritatevolmente, si è concesso. E lo sottolineo pure, CARITATEVOLMENTE. Perché purché tirasse fuori l’uccello dai boxer ci passava chiunque. Rare sono le eccezioni. Tipo il suo migliore amico che due botte…però bon, non è più su piazza.

E anche stà cosa non è cambiata, che mi diverto ad infilare il dito nella piaga sulle sue conquiste amorose sessuali svuotacoglioni, perché sono gelosoooooo del passato. Però piano piano stiamo crescendo insieme, supportandoci e sopportandoci ogni santo giorno, nonostante la distanza e le palle strabordanti. Ora attendiamo le sue ferie per cercare di vederci e l’autunno per ripartire con i progetti che a malincuore abbiamo rimandato.

Gigi

martedì 5 luglio 2011

Non mi dimetto da dottore.


Tipo che non ricordo nemmeno se v’ho detto che finalmente mi sono laureato. Un’esperienza bruttissima, se devo essere sincero. Da non ripetere assolutamente. Non credo d’aver mai provato tanta tensione in vita mia. Quando si sono spalancati i portoni dell’aula magna ed è stato fatto il mio nome volevo piangere. Giuro. Uno dice “cazzo, in quel momento tutto è in discesa, ormai non puoi sfuggire al tuo destino, non ha senso disperarsi”. No, io stavo per piangere. C’è stata una frazione di secondo in cui ero proprio convinto mi sarebbero sgorgate le lacrime.

E questo perché? Perché ovviamente non potevo esimermi proprio l’ultimo giorno dalla condotta di studente testa di cazzo. Sono riuscito a rispettare tutte le scadenze, ho avuto due settimane piene, 14 giorni totali per rivedere 40 pagine di merda scritte da me e secondo voi, quando le ho studiate? Si, esatto, gli ultimi 3 giorni. Perché sono un pirla e ovviamente non mi andava di andare preparato completamente una volta nella vita a un esame. Non sia mai che mi si rovini il curriculum.



Ho avuto la fortuna di aver trovato un professore molto in gamba, che non ha preteso troppo lavoro (mi ha ridotto la bibliografia a 3 libri, su una quindicina presentati) e soprattutto mi ha guidato sapientemente durante tutto il colloquio e ho scoperto in seguito, si è battuto per farmi avere il punteggio massimo. Ci siamo anche trovati su diversi modi di pensare, di impostare il lavoro, con buona pace dei poveretti che andavano al ricevimento e che dovevano aspettare anche un’ora, prima che le nostre chiacchierate avessero fine. E un po’ mi son stupito, perché il giorno in cui gli ho chiesto la tesi non era finita tanto bene. M’aveva cazziato perché non sapevo che si manifestava contro la riforma Gelmini. Cazziatone doppio quando gli ho comunicato che non sarei potuto andare.



A parte queste divagazioni, quando ho finito, volevo solo ridere. E infatti ridevo, come un deficiente, mentre amici e parenti si congratulavano. Mica ho capito poi, perché per la laurea di mia sorella piangevano tutti, per la mia facevano i buffoni. I miei amici simpaticoni avevano delle trombe da stadio. Hanno fatto un casino nero, infatti dopo la proclamazione ci hanno cacciato quasi a pedate. E che cazzo, questi professori con poco senso dell’humor e poco inclini al divertimento.

I soliti amici simpaticoni, per non smentirsi, tra le altre cose, mi hanno regalato un bel vibratore. Ad essere sincero fa un po’ senso. Cioè, è bello, lungo, duro, sembra quasi vero. Si può addirittura scapellare perché ha la finta pelle mobile. Dev’essere super tecnologico, ha pure tante velocità di vibrazione. Non fosse di dimensioni equine ci avrei pure fatto un giro. Invece ora giace in un cassetto, sotto pile di scartoffie sperando che a mia madre mai venga in mente di frugare lì.

Che poi come lo giustifico?

Gigi

lunedì 4 luglio 2011

Gigi. The Return.


E bon. Stò tipo cercando un modo per fare mea culpa, per dire “ragazzi, ho avuto un po’ di casini” e per reinserirmi in questo blog che Mirketto ha fatto sopravvivere in maniera egregia e che se fosse stato per me sarebbe stato già morto, caput, defunto.  
Ho riletto d’un fiato i post del mio collega Mirkos, che grande oh ragà, vorrei chiedergli un po’ di voglia per tornare sui banchi di scuola. E mi sembra un po’ pessimo rovinare il suo lavoro, la sua linea editoriale perfetta e pulita, la sua condotta da gran signore, parlando di cazzi, come mio solito. Mi sento quasi in imbarazzo. Fuori luogo come Beppe Signori in un centro scommesse. 
Quindi, per questa volta, direi che possiamo lasciarli da parte. Ho visto che nell’ultimo post ha lasciato un commento un’azienda importante. Cioè sarebbe proprio da stronzi imbrattare il blog col mio linguaggio terra terra, ma cazzo il fatto è che poi mi metto a pensare e penso pure le parolacce. Effettivamente spero di non trovare mai un lavoro a stretto contatto con il pubblico. Sarebbe come far recitare Alvaro Vitali e Lino Banfi pre-unmedicoinfamiglia in un film di Fellini. Mi devono rinchiudere in un magazzino, al buio o in una soffitta come Quasimodo, sia mai che dietro un bancone o una scrivania mi becchino a spizzare il culo di qualcuno ricevendo in cambio una bella scarica di cazzotti. Che mò, tra stalking e molestie non c’è più da scherzare.



Ma noi tipo, siamo rimasti comunque un blog che tratta anche della separazione tra Clooney e Canalis? Oppure come Mentana scegliamo le notizie per renderci più fAIghi? Eh Mirké, insomma, ti faccio un rimprovero bonario come il grande Mike faceva con il suo fido autore Tortorella, (Quando ancora i soldi li elargiva lui con la ruota e non era costretto a richiederli alla famiglia per poter tornare a casa) non sei più lo sprezzante castigatore di una volta, che dispensava filmini di Natale a tinte porno per tutti! Cioè per vedere pacchi e culi, ora devo per forza andare su Spetteguless! (che mica ho dimenticato che esistono le chiavi di ricerca, Spetteguless è una parola che tira). 

Mentre mi apprestavo a rileggere i vecchi post scorgevo la scritta “PACCOOO” e io subito lì, sbav sbav “ora si vede un po’ di pelo rigorosamente biondo”. Perché tutto si può dire a Mirketto, tranne che non abbia buon gusto in fatto di ragazzi. Salvo poi vedere la fotografia di un pacco in cartone. Che voglio dire, fosse stato un pacco di Carta almeno, così un segone me me l’avrebbe richiamato tout court.  

Qui in Sardegna diremo “porca di quella troia” Mirké, ma ti sei dato alla pazza gioia in stò periodo? No comunque hai fatto bene. Almeno fai acquisti mirati, ti godi un prodotto e quello ti rimane nel tempo. Io quando riesco a mettere da parte qualcosa non compro mai nulla, convinto, povero scemo, di potermi conservare i soldi. IOOOOOOO? che ho le mani sfondate quanto il culo di …. ma stavo per fare due o tre nomi, sarà mica diventato illegale nel frattempo? Mi devo aggiornare sulla normativa blogger (ammesso che esista). Cioè, è illegale dire che uno ha il culo sfondato? Va beh, aggiriamo tutto modificando i nomi. Come si faceva nei vecchi giochi di calcio per PC, quelli comprati al mercato che non pagavano i diritti per i nomi dei calciatori. Quindi tipo verrebbe fuori una formazione le cui punte di diamante sarebbero tale Lella Morra e Alsonfo Sirignoni.

Comunque, se vi aggrada, sappiate che tornerò a lavorare per questo servizio pubblico, al costo di, BADATE BENE, un euro a puntata. Posto che Mirketto non mi censuri, posto che riesca a trovare l’accordo tra la mia mente e le mie mani e riesca a coordinarle sulla tastiera. E il tempo, perché sono un po’ meno sfaticato di una volta. SI cresce.

Prossimamente magari dirò anche perché sono sparito, si lo so, e sticazzi? E avete ragione pure voi…quali cazzi? Questi.

Il cazzo, almeno quello, tira sempre. Ed è bello, nonostante tutti questi mesi, avere quelle certezze che restano ben salde e allontanano qualsivoglia fobia. Perché voi potevate dire “E Gigi? Chissà dov’è, chissà se sta bene, chissà chi è” (per i nuovi seguaci del blog, o come cavolo si dice) però sul  suo pisello, miei cari, nessun dubbio.



Gigi

P.S. Se vi state chiedendo che cazzo c’entri la foto di un bonazzo mezzo nudo con questo post, sappiate che si chiama Rodrigo SANTORO. E’ il mio personale tentativo di collegare i post precedenti ai miei :)

domenica 3 luglio 2011

Abbonarsi


Se le Ferrovie iniziassero a produrli, probabilmente ne venderebbero a bizzeffe così almeno una volta tanto la smetterebbero di ripetere "ci scusiamo per il ritardo". Sta di fatto che nonostante i cronici ritardi dei treni italiani, venerdì ho deciso di fare, per la prima volta e dopo sei anni che sono a Roma, un abbonamento per andare a lavoro. Non che io facessi il portoghese sui treni, ma mi limitavo a fare il biglietto per scendere a casa il fine settimana, invece ora ho deciso che per il mese di luglio andrò tutti i giorni a lavoro e tornerò tutti i giorni a casa O.O in effetti sarà un tour de force doversi svegliare alle cinque del mattino per rientrare alle otto di sera a casa. Ma mi manca talmente tanto una casa tutta mia che pur di avere i miei spazi e la mia tranquillità sono disposto anche a questo tipo di sacrifici. Proverò per un mese e vedrò cosa succede. Tra l'altro la mattina già mi sveglio presto perchè il caldo e l'umidità non conciliano affatto il sonno, la sera alle venti c'è ancora luce quindi mi sembrerà di rientrare a casa nel pomeriggio. Ci sono ovviamente anche i lati negativi, non potrò più passeggiare a mo' di turista per le strade di Roma, andarmene gironzolando per i grandi centri commerciali romani, incontrare qualche amico per una cena o semplicemente un saluto, in pratica una vita sociale azzerata.

Avevo intenzione di farlo già tempo addietro, ma non l'avevo mai fatto. Se poi la scelta risulterà sbagliata, potrò sempre tornare indietro e continuare a fare il pendolare del fine settimana. Saranno i primi segni di una vecchiaia che inesorabilmente avanza?

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