sabato 18 aprile 2009

Ce l’hanno fatta…

Ebbene si, ci hanno tentato per cinque lunghi anni in tutti i modi. Telefonate, lusinghe, rassicurazioni, regali e oggi ho finalmente ceduto. Non so perché, non hanno nemmeno dovuto insistere tanto. Hanno beccato il momento più adatto. E ora che

è finito tutto mi ritrovo qcalcio

ui, a scrivere con le gambe pesanti tre quintali, un polso semidistrutto, le ginocchia completamente devastate e un infarto scampato. Gigi è sceso in campo e per un’ora ha rincorso quella maledetta sfera rotonda, senza la quale un buon 80% dei maschi eterosessuali italiani non avrebbe ragione d’esistere.

Spento il lettore mp3 che mi sparava nelle orecchie entrambe le sigle di Holly e Benji, nel vano tentativo di esorcizzare la paura pre-partita (sperando comunque di non far la fine di Julian Ross) ho respirato a pieni polmoni un sano etero cameratismo maschile. (Che tuttavia non mi ha impedito di eleggere mister culo e mister pacco, sia chiaro). 
Il motivo per cui non giocavo a pallone da cinque anni l’ho ampiamente dimostrato stasera. C’era chi sperava fossi la Susan Boyle del pallone, ma io in cuor mio sapevo di essere la Lecciso con in mano le punture di botox. Effetto devastante. La mia partita si può riassumere in un cross in mezzo all’area di rigore dal quale è scaturito un tiro fortunosamente parato dal portiere avversario, e un maledetto palo colpito in scivolata sull’errore di un mio compagno di squadra. Mi sto vantando delle mie azioni calcistiche. Il Narth si sta impossessando della mia omosessualità. Bilancio immediatamente. Son caduto un numero spropositate di volte, l’erba era sintetica e bagnata. Correndo all’indietro non mi sono accorto dell’avversario che mi marcava stretto e ci siam praticamente scontrati con relativo ruzzolone. Stretta di mano maschia e ci siam tirati su. Dico, fosse stato bono. Pensavo di essere totalmente arrugginito, invece son riuscito a smarcarmi spesso, con relativa preoccupazione dei difensori avversari che gridavano ogni due per tre “marcate quello laaaaaaa”. Ma che cazzo marcate, ma non lo vedete che sono una capra? Mi definirei quasi “la Carfagna del calcetto”. Ovviamente parlavo di incompetenza, meglio specificare per i malpensanti che popolano questo blog. (Manu, non sentirti colpito eh!).



Non credevo di divertirmi così tanto. Ho le stigmate sulle ginocchia come non mi capitava da quando giocavo ad acchiaparello nella via sotto casa. Ah, bei tempi. All’epoca avere le gambe martoriate era uno status symbol. Più eri devastato più eri figo, se non altro avevi qualcosa da far vedere. Se poi imploravi i tuoi di inondarti di Mercurocromo, con conseguente chiazza rossastra che ti colorava per giorni, eri quasi un dio. E lì a dire agli amichetti “io ce l’ho più grande gne gne gne”. Un pò come succede ora. Solo che tra bambini la sfida era palese e sotto gli occhi di tutti. Oggi ci si vanta comunque delle dimensioni e mai nessuno lo tira fuori.

 



E su queste riflessioni notturne vado a dormire. Ah e sia chiaro, sono aperto ad ogni tipo di sfida.

Buonanotte


Gigi

5 commenti:

Davide 18 aprile 2009 09:18  

La carfagna del calcetto :D:D:D
Io eccello in soli 2 sport. me la cavo in svariati altri, ma il calcio proprio non è tra nessuno di questi aihmè :(

MirkoS 18 aprile 2009 09:51  

Ma un video, un paio di foto di questo evento??? non puoi obbligarci alla sola immaginazione :(

ALESSIO 18 aprile 2009 17:44  
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Manu 18 aprile 2009 23:08  

"malpensanti che popolano questo blog"......e che dovrei essere??
Uno che posta alle 4 del mattino (o era programmato l'orario?)non potrebbe mai essere un grande calciatore, ma una mezza schiappa!
Poi ....pure le stigmate....marò SAN LUIGI DI CAGLIARI, immolato sull'altare del campo di calcio x una sfida personale.
Le foto di mister culo e mister pacco....vanno postate e non solo annunciate XD

Gigi 19 aprile 2009 00:31  

No no Manu ero tremendamente sveglio a quell'ora...

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