sabato 26 novembre 2011

Spot

Premesso che c'è poco da commentare su questo spot, credo che non lo vedremo mai in Italia, quanto meno non nei prossimi 50 anni.

Buona visione.



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giovedì 24 novembre 2011

Perchè?

Oggi, tra un problema familiare e l'altro, leggevo questa lettera di Paolo inviata al giornale La Repubblica:

Caro direttore, quella che sto per raccontare è una storia di quelle che “capitano-soltanto-agli-altri”. Una di quelle vicende che arrivano inaspettate, senza un significato o magari il significato è proprio in questo scrivere. È una storia di strada, di violenza, di leggi di clan, di bullismo, di paura, coraggio, lacrime e tanti abbracci. Nel mio braccialetto, qui in ospedale, c’è una data, 19 novembre 1976, è quando sono nato. E c’è un’altra data sopra: 19 novembre 2011. Le infermiere sorridono e mi dicono «buon compleanno». Forse non lo sapevano i tre ragazzi di una banda di bulli in Via Torino, in pieno centro, intorno alle 19.30, fra i negozi aperti e la gente che passeggiava con i primi acquisti di Natale.

Tre ragazzi di una banda, una delle tante – mi dicono al commissariato – che hanno dato sfogo a una violenza senza significato. Contro me e contro il mio compagno William. Vorrei potervi dire che questa vicenda si aggiunge ai tanti episodi catalogati come violenza omofobica, almeno avrebbe avuto una sua nobiltà di cronaca e un suo significato semplice. Ma no. Si è trattato di una banale violenza, senza significato e senza motivo, solo di una banda di ragazzi minorenni forse filippini, forse sudamericani, non so e non conta neanche tanto.

Erano tre e poi sono diventati tanti. Spintoni e pugni, tanti pugni. In quel momento non capisci bene cosa stia accadendo. Pensavo solo “copri il volto, copri il volto”. L’ho fatto e sono finito contro una serranda. Poi ho aperto gli occhi, c’era William che mi diceva di stare tranquillo, che era tutto finito. Aveva un occhio nero e sangue ovunque che gli scendeva dal naso. Ma era in piedi. Tanta gente intorno a noi ma nessuno aveva chiamato la polizia. Ci hanno raccontato che a salvarci è stato un ragazzo di colore, forse anche lui non proprio in regola visto che al momento dell’arrivo dell’ambulanza è fuggito via. Forse non aveva il permesso di soggiorno e secondo me lo meriterebbe. Ero lì contro la serranda aspettando che finissero. Non c’era nessuno ad aiutarci; forse le tante persone accanto a noi avevano le mani impegnate a reggere le borse del loro scintillante shopping.


Dei ragazzi non italiani ci hanno picchiato, un ragazzo non italiano ci ha salvato. In ambulanza guardavo William con i lividi mentre piangevo e non sapevo fare altro. Con la testa che rimbombava, tra le mani dell’infermiera. Ci guardava con gli occhi comprensivi di una donna che forse ne ha viste tante di scene come questa, sicuramente anche peggio. Ma per noi era la prima volta e peggio di così è difficile immaginarla.

Ci sono tante domande in tutta questa storia. Perché tanta violenza? Perché non c’era nessuno a intervenire? Come è possibile in pieno centro a Milano essere aggrediti così? Dove sono le autorità che dovrebbero vigilare? Qualche ora al Policlinico, Tac, radiografia e visita neurologica. Tante persone in gamba, professionali. Io intanto guardavo il mio William, che mi sorrideva con il labbro rotto, ed era un modo per dirmi «cisiamoancora». Oggi, the day after, i lividi sono più viola, la testa batte un po’ di più, ma soprattutto ci sono quegli attimi di violenza, quel lampo in mezzo a una passeggiata che non vogliono andare via. Andranno via presto, lo so. Ma non dovrebbero. Non se prima non riusciamo qc ottenere una città più sicura, a cambiare in noi stessi quell’atteggiamento di indifferenza e paura. Paura nel dire, nel fare, nel denunciare.

Al comando di polizia siamo stati per un paio d’ore. Ci dicono che si è trattato di un episodio di bullismo, uno dei tanti. Di quei ragazzi un po’ rapper, con le croci appese alle felpe, croci senza significato, un po’ come la mia firmata da stilisti famosi. Mi ripetevo: extracomunitari uguale violenza e delinquenza. Poi è iniziato il fotoriconoscimento: tantissimi ragazzi minorenni, senza guida. Erano tanti, tutti liberi, tutti fuori, tutti in giro in tante Via Torino. E, sorpresa, c’erano italiani, filippini, africani, cinesi, italiani, inglesi, sudamericani e ancora italiani. Perché in fondo la violenza, purtroppo, non ha nazionalità.

Io e il mio William siamo qui a raccontare questa storia perché siamo stati fortunati. I nostri lividi e dolori passeranno, come spero tornerà presto quella leggerezza nel passeggiare nel centro illuminato di Natale di questa bella città. Sono Paolo, e passeggiavo in Via Torino alle 19.30 di sabato sera.

E io mi ridomando per l'ennesima volta che senso ha tutto questo? Qual è il fine di un tale atto di gratuita violenza? Gli sferri un pugno in faccia perchè è diverso da te? perchè ama in maniera diversa da te? o magari ama come te e, solo per un incomprensibile pregiudizio, non intendi accettarlo? Pensi che solo per il fatto che loro siano diversi da te, sei autorizzato a ricorrere alla violenza? 

Incomprensibile poi è la provenienza di questo gesto, "non italiani" che si lamentano giustamente di essere oggetto di atti di razzismo e poi, invece, loro stessi ne commettono. Tutto ciò è assurdo, tutto ciò è pura follia. Posso capire che ti faccia schifo vedere due uomini baciarsi e andare mano nella mano, ma questo non ti giustifica ad usare violenza contro di loro. Sarei tentato di dire "in che paese di cacca viviamo", invece poi ripenso che questi atti di intolleranza ci sono sempre stati fin dalla notte dei tempi e allora auspico che la ragione e la cultura invada le menti di questi stolti affinchè comprendano il significato dei loro miserevoli gesti.

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mercoledì 23 novembre 2011

Vodafone gay friendly





Non ditemi che solo io vedo in questo spot della Vodafone un subliminale messaggio gay friendly.


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domenica 13 novembre 2011

Game Over


Silvio Berlusconi non è più il Capo del Governo di questo Paese. Gioia, slogan, tripudio di allegria ieri sera davanti al palazzo del Quirinale quando è arrivata la notizia delle dimissioni di Silvio. Anche la sinistra ha gioito con un intervento in Parlamento, secondo me alquanto fuori luogo, di Dario Franceschini.





La sinistra ha ben poco da gioire perchè la caduta di Berlusconi non è avvenuta per mano sua. Prima la giustizia, poi gli ambienti finanziari e infine i "traditori" hanno determinato la caduta di questo Governo. Mi sarei aspettato un epilogo diverso, un epilogo caratterizzato da una forte capacità della sinistra di contrapporsi al berlusconismo con programmi forti e unitari per combattere la crisi economica in cui è sprofondato il nostro paese.

Non mi convince nemmeno questo nuovo governo Monti che preannuncia lacrime e sangue per tutti, un governo tecnico che non rispecchia la volontà popolare. In un sistema bipolare, quando un governo democraticamente eletto cade bisogna andare alle elezioni perchè il popolo sovrano deve potersi esprimere. Invece la soluzione Monti, che seppur risponda alle aspettative dei mercati, ha di fatto espropriato il corpo elettorale della propria sovranità.

Qualcuno potrà dire che le elezioni sarebbero state una batosta finale per questo paese. Forse, ma ora voi pensate che il governo Monti sia libero di agire liberamente senza essere influenzato da questa o quell'altra forza politica? Siete convinti che questo governo plachi le divisioni sociali e non provochi altri scioperi e contestazioni specialmente quando questo governo rappresenta la volontà di nessuno? Per avere una risposta basterà aspettare i primi provvedimenti importanti che approderanno in Parlamento per capire come l'entusiasmo iniziale di un Governo non politico svanisca quando dovrà scendere a indubbi compromessi. Nel frattempo però sia la destra e sia la sinistra potranno riorganizzarsi, far dimenticare tutto il passato al popolino così come sta già facendo la Lega che va alla ricerca della sua verginità perduta quasi fosse stata da sempre all'opposizione e che con il governo Berlusconi non avesse mai avuto nulla da spartire.

A questo punto spero solo che il governo Monti, semmai vedrà la luce, possa arrivare fino a giugno del 2012 per fare in modo che vengano celebrati i referendum sulla legge elettorale e poter andare così finalmente alle elezioni. E se dovesse rivincere il PDL? Beh, sia fatta la volontà degli italioti.


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lunedì 7 novembre 2011

PornoBeautiful

Oggi un post gossipparo che riguarda nientepopodimeno una delle attrici più famose di Beautiful, Katherine Kelly Lang meglio conosciuta come Brooke Logan.



Suo figlio Jeremy Scott Snyder è gay, e fin qui nulla di trascendentale se non per il fatto che il ragazzo abbia deciso di fare l'attore, ma non l'attore di soap opera come già da anni fa la sua dolce mammina bensì un attore porno di film gay.


Beh! che dite? Prenotiamo il suo prossimo DVD?

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domenica 6 novembre 2011

Un gay al Grande Fratello 12

Wow...uno scooop superiperfantastico...al Grande Fratello 12 c'è un gay, cioè ma avete capito? Un gay nella casa del Grande Fratello che, come il miracolo di San Gennaro, si verifica ad ogni edizione di questo programma.

Stiamo parlando di Luca Di Tolla, uno dei tanti concorrenti della nuova edizione dell'ennesimo Grande Fratello:


Nonostante Luca si faccia passare per un playboy all'interno della casa, è ...udite, udite... un gay. E chi ce lo dice? A riudite...udite...il Valerio Pino nazionale con il quale ha posato per alcune foto su di una rivista, che proprio oggi sono state mostrate prima da Mattino Cinque e poi da Domenica Cinque:








Il Pino ci tiene a precisare che non si è trattato unicamente di un servizio fotografico, ma che l'affiatamento tra i due è continuato anche oltre quegli scatti fotografici. E non è finita, perchè l'argomento sarà ripreso anche domani dalla Marcuzzi nella puntata serale del Grande Fratello 12. Sicuramente Signorini sta già ricamando i suoi articoli da far comparire sui suoi giornali e Studio Aperto già ha pronto dei servizi al riguardo da mandare in onda subito dopo la morte dei poveri genovesi dell'alluvione.

Ora io mi domando: ma è possibile cadere così in basso solo per salvare le sorti di un format televisivo che ormai non fa più audience e che ha stufato? Chi dà a questi il diritto di pubblicizzare con chi va a letto una persona quando, per di più, questi si trova rinchiuso in una casa e non conosce cosa sta accadendo quindi tutto a sua insaputa? (a meno che non sia d'accordo pure lui così da far parlare di sè ed ottenere notorietà).

Ma poi, a me che mi frega dei gusti sessuali del tizio in oggetto? Ma saranno pure fatti suoi se gli piacciono le donne o gli uomini. Perchè questo accanimento mediatico nello "smascherare" le persone con un outing forzato così come è stato fatto con Tiziano Ferro e con tanti altri ancora? Sinceramente non lo capisco e capisco ancora meno come si possa creare lo "scoop" e quindi attirare pubblico parlando dell'omosessualità di una persona. 

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venerdì 4 novembre 2011

ServizioPubblico: voto 6 meno meno

 

Insomma, la puntata di ieri sera di SERVIZIOPUBBLICO non è che mi abbia entusiasmato un granchè, aveva tutto il sapore di quei film visti e rivisti che vengono trasmessi in estate quando le tv non hanno nulla da mandare in onda. Si è parlato di casta, si è riparlato dei privilegi dei politici, un Travaglio che ha ripetuto cose risaputissime, un Vauro improvvisatosi attore in un tristissimo ruolo di Padre Indignato, pochi ospiti e, tra l'altro, pure vecchi e decrepiti: il solito Mieli e il solito Della Valle. Di politici manco l'ombra a parte un De Magistris che è stato messo all'angolo da una bravissima Luisella Costamagna.

Quasi sufficiente, voglio solo premiare lo sforzo enorme che ha fatto Santoro per mettere su tutto questo ambaradam, seppure la scenografia fosse povera, priva di schermi ipergiganteschi, palcoscenisco spoglio, audio con qualche problemino c'è da plaudire il lavoro fatto da questo giornalista e dal suo staff. Mettere in piedi una struttura di questo genere, fare accordi con le tv locali, riuscire a trasmettere in diretta in contemporanea su diverse piattaforme (tv, satellite, web) non è stato ovviamente un gioco da ragazzi se pensiamo poi che non c'erano ovviamente le strutture di una tv come la RAI o Mediaset o La7. Quindi bravi agli organizzatori, ottimo il lavoro fatto da Santoro.

Ho voluto dare subito fiducia a questo progetto perchè ritengo che il duopolio RAI-Mediaset con una piccola concorrenza di La7 debba essere spazzato via. C'è bisogno di alternative, di nuovi editori, di nuove televisioni, il cittadino deve avere la possibilità di poter scegliere senza che altri decidano invece cosa debba vedere. Capisco che Santoro possa risultare egocentrico, antipatico, spocchioso, fastidioso, di parte però non per questo bisogna metterlo al bando e impedire a milioni di telespettatori che vogliono seguirlo di continuare a farlo.

Mi aspetto dunque nelle prossime puntate argomenti nuovi, ospiti giovani e non parlo in termini di età. Basta con questi signori che parlano parlano e che da 20 anni non hanno combinato nulla e che continuano a pontificare. Diamo spazio alle nuove idee, alle nuove proposte.


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martedì 1 novembre 2011

Aggiornamenti


Com'è andata la festa di Halloween? Una festa che a me non dice proprio nulla, però non ne sono contrariato in quanto dà la possibilità di potersi divertire per una notte tutti insieme, quindi ben vengano anche questo tipo di feste pagane.

E mentre Gigi si intrufola tra i nordisti leghisti quasi come un virus ma di quelli buoni (se ne esistono), io vi dò qualche aggiornamento su di me. Insomma, il periodo studio è terminato, mi avvio alla discussione della tesi che, salvo imprevisti dell'ultima ora, dovrebbe avvenire per fine mese. Che me ne faccio di questa laurea? Boh, non saprei proprio, però io sono della generazione "impara l'arte e mettila da parte". Probabilmente ora non mi servirà, ma chissà in futuro potrebbe aiutarmi per il mio lavoro in termini di nuovi compiti o di carriera e a quel punto non potrò mai dire "ah se avessi preso quella laurea" perchè l'ho fatto.

A questo punto mi sento però un po' svuotato, cioè quando torno a casa dopo il lavoro ho difficoltà ad impiegare il tempo. Ho deciso così di riprendere la palestra (e su questa cosa bisognerebbe scrivere un post ad hoc, ma per il momento sorvolo) e ho deciso anche di rimettermi a cercare casa da acquistare qui a Roma dove è praticamente un'impresa di quelle faraoniche se non si hanno cifre esose a disposizione e se non si vuole andare ad abitare oltre il raccordo anulare facendo il pendolare a vita.

Perchè la cerco quasi centrale (leggasi dentro al raccordo anulare) o quanto meno ben collegata? Per il semplice fatto che non ho una moglie o dei figli che mi aspettano la sera dopo il lavoro, rintanarmi in casa in un paesino fuori Roma magari pure in una bella casa, spaziosa e pagata poco non è certamente il mio desiderio. Vorrei comunque poter uscire il giorno o la domenica mattina senza per forza prendere l'auto ed avere la possibilità di girarmi Roma. Ecco che quindi l'impresa diventa sempre più complicata.

In questi anni di permanenza a Roma ho imparato a conoscere alcune zone, quelle un po' più degradate, quelle più facilmente raggiungibili, quelle supercaotiche perchè le caotiche sono ovunque, ho imparato dove evitare di cercare casa, ma ovviamente non conosco tutte tutte le zone perchè è praticamente impossibile anche per un romano stesso. I siti internet di ricerca di case non sono di granchè d'aiuto, alcuni mettono foto taroccate, altri si limitano a foto del solo palazzo manco stessi per comprarmi l'intero palazzo, altri peggio ancora non le mettono proprio e danno solo un'inutile descrizione. Quindi che faccio? Mi armo di buona pazienza e inizio a girare per case magari con l'aiuto di qualcuno (chi si offre?) e sperare di trovare qualcosa di carino ed abitabile.

Per il momento è tutto, vi terrò aggiornati se ci dovessero essere delle novità anche perchè sareste i primi ad essere invitati a cena qualora la riuscissi a trovare veramente, sempre se ci entriamo tutti :D


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