mercoledì 30 dicembre 2009

Trenitalia, sempre più inorridito


Mi direte: "ancora su Trenitalia?". Si ancora un post su questa stupenda azienda di trasporto italiana che, a dire del nostro premier Silvio Berlusconi, è la migliore nel mondo. Lo spunto è un articolo apparso sulla prima pagina di La Repubblica di stamattina. E' una lettera di un signore che racconta come un controllore, anzi una controllora venticinquenne, a mio parere priva di qualsiasi dignità umana e pietà cristiana, faccia valere il regolamento di Trenitalia nei confronti di un ragazzo trentenne senza braccia. Vi invito a leggere l'articolo.

Il fatto che molti prendano il treno senza biglietto, non solo rumeni o extracomunitari ma anche italiani, infastidisce prima di tutto me che pago regolarmente il biglietto per poter viaggiare. Fa bene Trenitalia ad irrogare sanzioni pesanti per chi crede di fare il furbo, ma ad ogni cosa c'è un limite. Non intendo con questo dire che bisogna fare delle eccezioni, ma intendo dire che bisogna prima essere delle persone e non delle macchine. L'amore per il prossimo e l'altruismo verso gli altri dove sono finiti? Magari questa dipendente di Trenitalia alla vigilia di Natale sarà andata pure a messa, avrà festeggiato il Natale augurando a chicchessia pace e amore, magari sarà pure una fervente cattolica, ma anche se non fosse nessuno la autorizza a trattare così le persone anche se c'è un freddo regolamento da far rispettare.

Ma se Trenitalia è così ligia nell'applicare minuziosamente il proprio regolamento, ma per quale ignaro motivo non deve dar conto al passeggero dei ritardi, della sporcizia, dei guasti dei climatizzatori, del sovraffollamento dei propri treni? E perché si arroga il diritto di rubarmi il mio tempo facendomi fare file sfiancanti davanti alle biglietterie e di questo non deve dar conto a nessuno?

Io mi incavolo perché uso spesso il treno e quindi ne ho viste di tutti i colori. Magari gli altri se ne accorgono solo quando fanno un viaggio per vacanza, al ritorno diranno "mai più con i treni" e la storia è finita lì. Ma chi ci è costretto a viaggiare con i treni non può arrivare alla stessa conclusione. Sono stufo di un'azienda che fa valere solo i propri diritti senza garantire l'applicazione anche di tutti i suoi doveri nei confronti dei passeggeri.

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2 commenti:

Gios 30 dicembre 2009 17:09  

Lo avevo twittato anche io stamattina... NO COMMENT

Manu 30 dicembre 2009 22:02  

Mahhh.......non dirmi che da Roma a Napoli usi ancora i treni col ciuffff ciufff :D

A parte gli scherzi hai ragione: inutile fare proclami e trovarsi in queste condizioni: meno chiacchere, meno furti (aumenti sconsiderati dei biglietti), più servizi (tagli a gogò di collegamenti) e più FATTI.

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