sabato 26 giugno 2010

La vita secondo i film porno. Gay edition.


Qui le trame si fanno un po’ più complesse e interessanti rispetto ai soliti e scontati film etero. (Non è vero, ma c’è sempre la questione del “non so come iniziare questi post”).
Tuttavia, se di là un cesso rappresenta la location perfetta affinché un cinquantenne brizzolato, viscido e molliccio possa fottere la povera malcapitata di turno, nei film gay si prediligono baite di montagna con annesse stazioni sciistiche, piscine, giardini con immensi prati, casette di campagna e divani. Si, non so per quale motivo ma il 50% degli omosessuali nei film tromba sui divani, manco fossero finanziati dalla Chateau D’Ax per pubblicizzare la Chiabotto e quella sua terrrrribbbbile
casa viola portasfiga che pare davvero un bordello d’altri tempi.
Anche i dialoghi si fanno più complessi, le storie più articolate e i protagonisti fighi da paura. Inoltre, il grande merito dei film porno gay (a differenza di quelli etero) è che non si pongono come obbiettivo quello di stravolgere la realtà facendo recitare agli attori parti diverse da quelle che “interpreterebbero” nella vita quotidiana.
Se lavori in un ufficio gestito da un aitante capo, se con lo sguardo scorri dalla bocca, fino al collo, ai pettorali che scoppiano sotto la camicia aderente, se quando si alza cerchi di stabilire la conformazione del suo pacco sotto i pantaloni, pure se sei sottopagato, se sei prossimo al licenziamento, se la tua vita precipita in un tunnel senza uscita, immaginare situazioni hot con tutto quel ben di dio diventa improvvisamente un modo per sfuggire alla dura realtà quotidiana, proponendo situazioni ampiamente verificabili in qualsiasi contesto.
Altro classico esempio è

l’autostop. Qualora venissi caricato in macchina dal sosia di Ken, piuttosto che Ryan Philippe o Daniele De Rossi che ti fa capire posandoti una mano sul ginocchio che gli piaci, nel film come nella realtà, mica apriresti lo sportello e ti getteresti dalla macchina in corsa. No, ovviamente ricambieresti con la tua mano sul pisello. Nel più pudico dei casi.
Ecco, forse l’unica situazione irreale riguarda gli aeroporti.
Tipo quando devi andare a trovare il tuo ragazzo sul al nord e al check in c’è una guardia figa che potrebbe perquisirti, pelo in vista e muscoletti che scoppiano sotto la divisa d’ordinanza. Tu fai la faccia più cattiva che puoi, ti dimentichi casualmente il cellulare in tasca che fa suonare i dispositivi al tuo passaggio, lo vedi che si mette i guanti e ti intima di alzare le mani, speri ti trascini in uno stanzino buio dietro tutte quelle scrivanie e che ti ci porti ammanettato, ma nella realtà purtroppo, a differenza dei film, dopo una toccacciata veloce ti manda via.
Il mio primo film gay credo risalga alla notte dei tempi. Ricordo solo il primo giornalino, in seconda media più o meno, durante una scampagnata alla ricerca di asparagi e finocchi selvatici (pensa te) con mia madre, i miei nonni, mia sorella, mia zia e il suo cane. Si, mi rendo conto che il contesto è tutt’altro che sessualmente eccitante, specie per le pecore che allegre scampanellavano nei paraggi e per la puzza di stallatico che si librava nell’aria circostante.
Qualcuno in una piazzola di sosta della stradina di campagna si era liberato di una pila di giornali. Ovviamente senza farmi sgamare ne fotto uno e cerco un posto riparato per sfogliarlo. Al tempo non badai alle pagine appiccicaticce che scollavo una a una con attenzione quasi certosina per paura di stracciare le immagini sul più bello. Oggi, a distanza di anni, avrei preferito non conoscere le proprietà adesive del liquido seminale. Roba che se lo scopre Muciaccia…no va beh, è giusto che la mannaia della censura cada su questi pensieri. In lontananza le grida di mia mamma che chiamava mia zia “Giovààà guarda qui quanti finocchi”!
Eh…una carrellata, mamma. Cerco di memorizzare più immagini possibili perché mi serviranno in sostituzione dei modelli in intimo di Postalmarket. Cazzo, quella era roba più grossa. Mollo il giornalino, mia zia scopre la pila e la nasconde. Io faccio lo gnorri, le chiedo pure cos’era, mi risponde “roba da grandi” e il discorso si chiude lì. Credo di avere nel mio cervello almeno 8 Giga di materiale. E poi tutti si chiedono perché non mi ricordo mai un cazzo…

…ne avrò troppi per la testa.

Gigi

9 commenti:

Pegasus 26 giugno 2010 16:29  

TI STIMO!
1000 di questi post che mi fai morire dalle risate ahah

PD 26 giugno 2010 17:06  

Mi hai fatto morire dal ridere. Anche io da ragazzino avevo trovato dei giornaletti nelle stesse condizioni (incollaggio compreso). Ai tempi non c'era internet ed era un mercato molto attivo quello dell'editoria erotica cartacea.
Come te anche io ho i tuoi stessi problemi di memoria. Sarà per lo stesso motivo?
PD

MirkoS 26 giugno 2010 19:58  

Gigi e' un grande in questi racconti, ecco perche' tutti lo vogliono....povero Andrea ahahah

Manu 26 giugno 2010 23:04  

Ommiodiioooo
contrariamente a Peg TI ODIOOOOO!
Ecco a che pensavi te l'altro giorno durante lo scritto......:p:p:p
Però Gigi sei formidabbbbile!!!! Il finale del post merita una bella "S......" in questo week.
E tu Mirkè chiami Andrea "povero" :D
IO LO CHIAMO BEATOOOOOOOO :)

Gianpy 26 giugno 2010 23:25  

ooooh grazie al blog dello splendido Pegasus, non so come, il mio account è tornato a funzionareeee! :DDD

ehm detto questo... devo parlare del mio primo gay-porn?? non risale a moltissimi anni fa... sarà stato meno di 10 anni fa e lo ricordo perchè fu l'ultimo film guardabile con la scheda tarocca di "PALCO" prima del cambio dei codici... Che rabbia!! per mesi non mi ero accorto che verso una certa ora, dopo gli immancabili Rocco, Eva Henger, Selen e Milly D'Abbraccio, c'era anche roba più ...ehm.. "idonea" al sottoscritto. Il film era pure sofisticato... ricordo tanta nebbia, luci bassissime, ma c'erano troppi troppi dialoghi... ECCHECCAZZOOO!!!! se volevo vedere un film d'essai me ne andavo al cineforum della parrocchia!!

Pegasus 27 giugno 2010 02:14  

Oooh riesco anche a far ritornare in funzione gli account! Ma allora servo a qualcosa! Viva me! Ahahahah

JC 27 giugno 2010 10:29  

"Oggi, a distanza di anni, avrei preferito non conoscere le proprietà adesive del liquido seminale. Roba che se lo scopre Muciaccia… "
Magari è proprio quello il segreto dei suoi manufatti, altro che COLLA VINILICA! Comunque sei troppo simpatico!

Joshua 27 giugno 2010 14:19  

Ahaha troppo ridere :)

Shion86 28 giugno 2010 13:08  

ahahah! ma lol! dimentichi tra le trame clichè dei porno gay i voli transatlantici nei quali puntualmente c'è uno steward pronto a fare un blowjob al più aitante tra i passeggeri...

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