giovedì 23 settembre 2010

Non è mai un errore…

Avere a che fare con l’accettazione della propria omosessualità non è mai semplice. E’ un percorso lungo e, per i più, tormentato. Un periodo nel quale si mente agli altri, ma soprattutto a se stessi, nel quale, nei casi peggiori si ingannano persone che ci amano, che fanno progetti di vita con noi e che da un momento all’altro vedono infrangersi tutti i sogni e tutte le speranze costruite nel corso del tempo. La nostra personalità si scinde in due parti separate e distinte, di giorno quella che ci sembra relativamente normale e che nascondendoci dietro mille facce riusciamo ad offrire agli altri. Di notte, quando i pensieri ci attanagliano e restiamo soli con noi stessi prende il sopravvento quella che per mesi, a volte per anni, ci ostiniamo a cacciare, a relegare in fondo alla nostra anima, quella che cerchiamo di cancellare e di estinguere perché “è sbagliato”.
Non conto più le volte in cui mi son chiesto perché. Perché io, perché non potevo avere una vita tranquilla, con una donna, dei bambini, una famiglia. Perché dovevo censurarmi, perché dovevo aver la costante paura di restare solo, perché chiunque avrebbe potuto giudicarmi e scansarmi solo perché la natura aveva compiuto un evidente errore.
Perché anche i messaggi più dolci scambiati con i primi ragazzi avevano insita un’amarezza che li rovinava appena terminata la lettura, mille perché che hanno rovinato altre mille nottate e che mi hanno fatto affogare tra altre mille lacrime, perché in vita mia non sarei mai potuto essere ciò che in realtà avrei voluto essere.
Pregavo, ogni notte, affinché in me cambiasse qualcosa. Ogni compleanno mentre spegnevo le candeline sognavo una donna che mi rapisse il cuore. Ogni stella cadente desideravo avere una vita NORMALE.
Parlare con un ragazzo che fino a poco tempo fa viveva questa situazione mi ha riportato alla mente tutte queste cose. E mi ha reso davvero felice apprendere che la spinta che ha fatto scattare la sua voglia di dire BASTA, sia stata la mia storia con Andrea.
Mi ricorda quando anche io guardavo con ammirazione coloro che ce l’avevano fatta, che nonostante mille difficoltà avevano messo su rapporti duraturi dai quali traspariva solo amore e voglia di passare tutta la vita insieme, fregandosene di ciò che era giusto per gli altri ma facendo solo ciò che era giusto per loro.
Io ora sentimentalmente parlando sono felice e sereno e condivido questo stupendo stato d’animo con Andrea.
A chiunque leggerà queste poche righe nell’ombra, o qualsiasi cosa riguardi la mia vita con Andrea, come appena accaduto, voglio solo dire che al di là delle domande, al di là delle risposte cercate con avidità che tardano ad arrivare, al di là di ciò che possono pensare gli altri, che siano sconosciuti, amici o perfino genitori, ciò che dobbiamo imparare a mettere davanti a tutto è la nostra FELICITA’.
E solo acquisendo la consapevolezza che AMARE non è MAI sbagliato, potremmo riuscirci.

AMATE, sempre, ogni volta che vi sentite di farlo, ogni volta che incontrate qualcuno che merita il vostro amore, perché di sbagliato c’è solo chi non capisce che L’AMORE NON HA LIMITI.

Gigi

6 commenti:

Davide 23 settembre 2010 15:24  

Un bellissimo post del quale condivido ogni parola. E' successo a tutti sentirsi sbagliati.
E sono certo che il coming out è l'unica strada da percorrere, in salita, difficile, piena di ostacoli insicurezze e notti di lacrime, ma la sola che testimoni al mondo che IO ho tutto il sacrosanto diritto di amare chi voglio ed essere felice esattametne come qualunque altra persona sulla terra.

Bravo Gigi, hai ricordato anche a me quando ammiravo altri per le loro belle storie alla luce del sole, e oggi che sto costruendo la mia con Ben sono sicuro che questo post che hai scritto sia utile a tanti ragazzi, e ragazze, che ancora vivono questo genere di situazioni. Non pregate di cambiare. ringraziate Di essere come siete e pregate per potervi un giorno innamorare e condividere un progetto di vita con la persona che amate :D

Pisolo 23 settembre 2010 15:26  

e purtroppo anche se ami, con tutto il cuore, i dubbi rimango...e restano anche i desideri davanti alle candeline :(

Gigi 23 settembre 2010 17:02  

"Non pregate di cambiare. ringraziate Di essere come siete e pregate per potervi un giorno innamorare e condividere un progetto di vita con la persona che amate"

*_*

Pisolo, fidati che arriva un momento in cui ciò che sei ti va più che bene...E investirai quei desideri per qualcosa che ti farà stare bene, che non è di certo cambiare...

Gianpy 23 settembre 2010 19:13  

Complimenti per il post Gigi :)

A me la vita ha riservato una strada un po' troppo complicata, che io ho contribuito a peggiorare, tanto che la sessualità per buona parte della mia esistenza è stata una questione che ho finito per accantonare, senza mai affrontarla seriamente, dovendo concentrarmi su ben altre faccende.

Ma prima o poi dovevo pur farci i conti...

Ascoltare e leggere in questi mesi le storie di chi come te ha fatto sì che l'omosessualità non fosse un limite alla ricerca della propria felicità, mi ha permesso di vivere molto più serenamente il tutto.
Non ho idea di come andranno le cose per me; non so nemmeno se davvero riuscirò a "rivelarmi" se e quando avrò una relazione seria. So solo che grazie a te, ad Ale e Lolò e ad altri ancora, questo è sicuramente un mio desiderio, perchè, conoscere seppur virtualmente voi e le vostre storie, mi ha permesso di cancellare ogni forma di vergogna e a farmi sentire, almeno dal punto di vista della sessualità, molto più in pace con me stesso e ad eliminare quelle "crisi" che fino a qualche tempo fa spesso mi colpivano.

La strada è sicuramente ancora lunga e il traguardo non è detto che lo raggiunga mai, ma qualora dovessi arrivarci, sicuramente sei una delle persone che dovrò ringraziare per questo. :)

Manu 23 settembre 2010 22:52  

Concordo con Da e G1: post stupendo.

Vorrei solo ricordare però che non tutti nasciamo o diventiamo "leoni" ma rimaniamo "conigli": ecco io faccio parte di questa categoria.....
Leggendo i vari blog ho solo imparato una cosa: che i giovani di oggi (20/25enni) sono molto molto migliori dei trentenni ed oltre: hanno le palle quadrate.

Pegasus 24 settembre 2010 01:14  

Bello che sei =)
A quanto pare è un processo difficile per molti, ma a mio parere conta molto il fattore ambientale che la maggior parte delle volte influenza negativamente l'accettazione della propria omosessualità. I propri genitori, la famiglia, o comunque le persone a noi più vicine possono spesso essere ostili, poco sensibili o affette dal bigottismo medio presente soprattutto da noi in Italia. Anche per me arrivare dove sono arrivato non è stato facile, c'è stato un momento in cui consideravo l'omosessualità come un unico ed insormontabile problema, e questo andava ad intaccare poi ogni aspetto della mia vita, rendendomi insicuro non solo della mia sessualità ma proprio della mia persona. Poi col tempo le cose sono cambiate, in un anno sono riuscito a ribaltare la cosa accettandomi e capendo che l'omosessualità non era un problema, poi negli anni seguenti è stato un crescendo di "apertura" alle persone fino ad oggi in cui tutta la mia famiglia e gli amici sanno che sono speciale =P e con le persone che conosco non mi faccio molti problemi.

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