domenica 21 marzo 2010

E venne il giorno…

esame
Era il 19 Febbraio dello scorso mese, quando triste e sconsolato facevo il mio ritorno a casa, dalla quale ero uscito convinto di scrollarmi di dosso un grosso peso che in realtà poi ho continuato a portare con me per questi lunghi 30 giorni. Una spada di Damocle che pendeva dietro il collo, un costante senso di colpa che al minimo accenno di cazzeggio mi faceva stare in pena, tre cani da guardia pronti a sbranarmi, uno che mi svegliava la mattina alle 9.30 (ho dovuto imparare a rispondere agli sms per far finta di essere attivo, poi mi riaddormentavo, poi alla minima vibrazione rispondevo e così via fino alle undici di solito), un altro che mi impediva di vedere la TV di sera qualora non avessi studiato a sufficienza e un altro ancora che mi bombardava di sms per trascinarmi personalmente in facoltà. La parola che mi son sentito dire più spesso, manco a dirlo, è stata “STUDIA” o tutti i suoi derivati tipo “Hai studiato oggi?” " Mica “come stai?”, Mica “Ti Amo”. Oppure qualcosa tipo “Amo hai visto il nuovo video di Lady Gaga?” – Ma sei pazzo? Dura ben 9 minuti e trentadue secondi, non perder tempo, fila a STUDIARE” (licenza poetica). Ho imparato a farmela andar bene come dimostrazione d’affetto, anche perché non tarderò a sentirla riecheggiare ancora.


Ma sostanzialmente alla fine, ne sarà valsa la pena? I nostri eroi avranno raggiunto l’obbiettivo comune di riportare sulla retta via un povero studente reticente anche al solo contatto con i libri?

Venerdì Mattina…tensione alle stelle. La sveglia interrompe uno dei miei tipici sogni dovuti alla troppa astinenza. Quando arrivi ad immaginare una notte di sesso con Aldo Busi, allora capisci che è veramente giunto il momento di trombare come si deve. (Per inciso, secondo il mio subconscio ce l’ha piccolo). Doccia veloce e ripasso ossessivo compulsivo fino alle due del pomeriggio. Chiudo i libri, mp3 nelle orecchie riproduzione casuale, parte Celebration. Non c’è male. Aspetto l’autobus e in mezz’ora arrivo. Stavolta nessuna donna delle pulizie scassacazzo, ma son talmente teso che non riesco nemmeno a tirar fuori i libri dallo zaino. Cammino, mi siedo, mi rialzo, vado in bagno, leggo file interminabili di comunicazioni, tento di origliare dalle porte vicine al corridoio, guardo dalle serrature. All’improvviso la dolce vecchietta tremolante fa la sua comparsa.
“Sei qui per me?” dice con voce soave.
“Si, si ricorda, son quel ragazzo che il mese scorso ha dato l’esame e ora deve riportare le traduzioni” rispondo.
”Allora facciamo una cosa fatta bene”.
Sbianco. Oddio che vuol fare? “Accomodati” mi fa cenno di sedermi ed esce. Dopo una decina di minuti rientra con altre due ragazze, saranno le testimoni. Mancano le fedi e sembra un matrimonio. Nella mia ingenuità avevo pensato che mi avrebbe chiesto un pezzo qualsiasi delle traduzioni da portare e dopodiché che mi avrebbe spedito direttamente a casa con il voto sul libretto. Anche perché a parte quelle non avevo ripassato un emerito cazzo, per essere fini. Mai supposizione si rivelò più sbagliata…
Prima domanda, panico. Una delle cose che salto più spesso in tutti i libri sono le prefazioni. Non mi piace pensare di essere tanto sfigato da dover preoccuparmi della prefazione. Che poi alla fine in questo caso erano solo DUE pagine…lo so, ma quando uno è deficiente è una causa persa.
“ Parlami della PREFAZIONE del libro. Quali sono i motivi che hanno spinto l’autore a scriverla”. Il mio cuore si ferma. Il cervello piuttosto che pensare a una possibile risposta, cerca metodi per uscire dall’impiccio. E se giocassi la carta Mauro Marin? Potrei curvarmi, sbavare, biascicare le parole…ma se mi facesse continuare come la furbona che lo ha intervistato? Scarto l’ipotesi.
“Ehm…si…bene. Parliamo di questa prefazione…la funzione di una prefazione è….”

Quanto mi diverte lasciare la narrazione in sospeso. Se fossi sadico vi direi “ripassate qui domani, per sapere com’è andata….”

E infatti ve lo dico :)

Gigi

6 commenti:

andrea 21 marzo 2010 17:10  

Per 5 euro mando mail agli interessati con la fine della storia....

davide 21 marzo 2010 18:29  

Grazie andre! Allora facciamo cosi ore 21 in piazza vittorio lato drogheria. Indosserò un cappello giallo per farmi riconoscere. Ti porto i soldi in contanti e mi racconti immediatamente la fine senza tutte ste robe inutili di condimento che mette Gigi. :D
(Shcerzo non venire starò da tutt'altra parte a quell'ora)
(vabbè non che ci fosse bisogno di specificare ... ma non si sa mai :D)

Gabriele 21 marzo 2010 19:18  

sto esame mi sta mettendo ansia!!! beh... speriamo bene!!!la vecchetta
è il mio idolo!!!!
Abbraccio
Gabri

desaparecido 21 marzo 2010 22:16  

”Allora facciamo una cosa fatta bene”

solo a me evoca scene alla American Pie e Maial college?

Manu 22 marzo 2010 00:00  

Nuuuuuuuu.....Gigi quel piemontesino è la tua rovina; da quando lo conosci sei diventato sadico, zozzone e scansafatiche!!!!
Vabbè che la Cassazione o Corte Costituzionale (non ricordo esattamente chi dei 2 organi ha emesso la sentenza ) ha stabilito che i genitori devono mantenere i figli studenti pure a 30 anni ed oltre........
E invece tu ti fai vendere per 5 euro???? Naaaaaaaaaaaaaaaaaaa MI SPIEZZO MA NON MI PIEGO...passerò qui ogni gionro e vedrò se la vecchietta ti ha dato un calcio nel culo con un generoso "18" o ti ha invitato a "ripassi tra un mese studiando bene la PREFAZIONE" xD

SkraM 25 marzo 2010 19:24  

MALEDETTO! >.<

Sto esame sta diventando un calvario :O

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