domenica 11 aprile 2010

The day after…

Venerdì sera, tv accesa, battaglia senza esclusione di colpi tra amor sacro e amor profano. Facevo la spola tra il bagno e la mia camera mentre infilavo la camicia delle grandi occasioni, sistemavo i capelli, spruzzavo profumo in ogni dove come una perfetta baldracca d’alto bordo. Alle undici e mezza l’appuntamento sotto casa e via, giovani, felici e sprezzanti del pericolo verso quella che si prospettava una vera serata distruttiva. Paghi 15 euro, bevi tutto quello che vuoi, il motto della festa che contava ben 900 invitati. L’ingresso a mezzanotte, a mezzanotte e tre quarti avevo già in mano tre Sex on the Beach, perché ovviamente per evitare di sprecare mezz’ora di fila è bene rifornirsi come si deve. Il primo scende molto velocemente per la necessità di liberare al più presto le mani. Il secondo ancora più in fretta, con due mani impegnate sarebbe stato più difficile lanciarsi tra la folla e sfrociare sulle note di Bad Romance. Quattro sculettate in pista e sparisce anche il terzo, prontamente sostituito da quello di una mia amica. Mi pervade un’euforia rilassante, mi sento in pace con me stesso, sono pronto a spaccare il mondo. Ma prima una tappa al cesso. Dopo appena un’ora e mezza si cominciano a contare le prime vittime, ammassate come cadaveri sui divanetti che circondano la sala. Sorrido, stì deficienti che non reggono l’alcol che bevono a fare. Senza pensarci due volte acchiappo una mia amica e la trascino al bancone del bar. Notiamo che però non c’è nessuno al distributore di birra. Aspettare o fare un miscuglio di alcolici? Optiamo per la seconda, birretta in mano e di nuovo in pista. Sento la nostalgia del bicchiere, torniamo a rifornirci, una, due, tre, quattro volte a questo punto perdo il conto e il controllo. Mi ritrovo barcollante con la camicia completamente sbottonata, sfatto come la Spears ai tempi d’oro e decido di prendere una boccata d’aria. Mi siedo accanto a quattro ragazzi, gomiti sulle ginocchia ma non riesco nemmeno a reggere la testa. Uno dei quattro mi parla, parole che sento lontanissime, rispondo, mi ha chiesto qualcosa tipo “ubriaco?”. Si accorge che son di Nuoro e dialoghiamo sul nulla per un quarto d’ora. Sempre più instabile mi appendo ad ogni cosa possibile, comprese persone a caso che becco lungo il cammino finché non intravedo uno spazio sui famosi divanetti che pullulano di cadaveri e mi ci fiondo. Vicino a me c’è una ragazza che mi chiede se sto male. Ovviamente rispondo si. Mi suggerisce di ficcarmi due dita in bocca e di vomitare. Già fatto, rispondo. (Si ve l’ho tralasciato, e pure più di una volta). Sorridendo mi dice “allora sei scemo”. Io che non colgo il nesso rispondo con un “succhiami il cazzo troia”. Si alza indispettita, ho più spazio, mi addormento. Fino a quando non mi precipita addosso una balena di bianco vestita che osa rovesciarmi sopra mezzo bicchiere di birra, credo almeno. Vedo rosso, le tiro un calcione e ovviamente la manco. Mi insulta, le sparo dietro le peggiori cose, arrivo perfino a dirle “se ti siedi qui ti vomito addosso”. Mi vede determinato, si alza e va via. Mi riaddormento fino a quando si accendono le luci e cessa la musica. Mi alzo, cerco le mie amiche che a loro volta mi cercavano disperate e si torna a casa. Mi sento come una lavatrice in piena centrifuga investita da un treno e scaraventata giù da un burrone. Ogni odore mi infastidisce, ogni ricordo mi fa impazzire. Sono le otto del mattino quando dopo l’ultima tappa in bagno riesco finalmente ad andare a dormire. Mi sveglio all’una e mezza devastato, stomaco chiuso e dolente, nausea perenne, senso costante di smarrimento. E’ arrivata l’ora delle maledizioni, quella in cui ti rendi conto che hai fatto una puttanata, quella in cui giuri a te stesso che non succederà mai più, quella in cui prometti che almeno fino alla prossima volta nessuna goccia di alcol sfiorerà le tue labbra. Era tipo un anno che non provavo questo malessere, segno evidente che non ricordavo più quanto si sta male il giorno dopo.

Ma vale veramente la pena bere fino a quando il corpo non regge più costringendoti a trascorrere l’intero giorno seguente a letto?
Valutate voi…


Gigi

9 commenti:

Gianpy jump 11 aprile 2010 19:28  

A Gì! la prossima volta ke scrivi un post come questo metti un'avvertenza per i deboli di vescica come me sennò finirò davvero per pisciarmi addosso dalle risate :DD

P.S. Però! troppo permalosa quella ragazza! offendersi per un semplice "succhiami il cazzo troia!" ... ma non c'è più il senso dell'ironia!! dove andremo a finire di questo passo!!

davide 11 aprile 2010 19:54  

ma assolutamente si. ovvio che ne vale la pena. Non sono alcolista (e non ditemi che la negazione è il primo stadio del bla bla bla) ... ma quanto amo l'alcool! :P

lettore affezionato 11 aprile 2010 19:54  

dopo aver letto questo post, sarò ancora più fermo nella mia convinzione che ubriacarsi non ha senso, e infatti non lo farò mai...
buona convalescenza, Gì...:)

sognatore 11 aprile 2010 21:46  

Ciao ^_^
Era un pò che non passavo da queste parti, dopo esserci "approdato" tramite il blog di Marco. Non avevo mai letto un tuo post ma SEI ASSOLUTAMENTE MITICO AHHAAHHAHAHAH mi hai fatto bellamente scompisciare dalle risate in una giornata moralmente pessima! Thanks ;)

Ps: do assolutamente ragione a Gianpy, non c'è più senso dell'ironia!!!

Manu 11 aprile 2010 22:42  

Non credo ad una frase di ciò che hai scritto :p:p:p:p non saresti poi in grado di raccontare così lucidamente l'intera serata :-)

Non ho mai bevuto alcoolici, ma ti posso dire che ho un collega che alle 8 del mattino si è già scolato 2/3 grappini: logicamente non ti racconto come lavora e qual'è l'olezzo in ufficio.

Ale223 11 aprile 2010 23:44  

Certo che ne vale la pena, basta avere il fisico :D

Gigi 12 aprile 2010 00:28  

Grazie sognatore per essere passato di qui ;)
Ho la vaga sensazione che comunque le ragazze di ieri non la pensino come te. Toh spiegato perché in disco non ho mai rimorchiato :)

Manu Manu, non è l'intera serata. E' successo anche altro che nessuno saprà mai...Diciamo che è un collage di ciò che ricordo...

L'intero sabato al letto però lo ricordo pure meglio!

@Ale
ZittA tu, che non ce l'hai quanto me!

desaparecido 12 aprile 2010 15:01  

Gigi ma sei very trasgressive !

e se quella ragazza ti avesse risposto "ok ci sto !" tu che avresti fatto ?

segui il mio esempio, io nelle mie serate più irrequiete mi faccio una bella tisanina, un piediluvio caldo e alle 21,00 sono già sotto le coperte.

Marco 12 aprile 2010 19:19  

Mmm...sinceramente, ma non sono da prendere in considerazione visto che io e l'alcol non andiamo d'accordo (un po' come la volpe che non arriva all'uva dice che è acerba...hey un attimo...mi sto sminuendo da solo!!!!! Dimentica le ultime parole!!! :D )...non trovo alcuna utilità o sballo nell'ubriacarsi sino a stare male. Al contrario..io mi sono sempre divertito da pazzi ad osservare i miei amici ubriachi. In gita uno si mise all'angolo del corridoi, cominciò a piangere e appena gli passava qualcuno davanti si scusava per tutto quello che aveva fatto alle sue spalle...cioè...un altro cominciava a dire ti amo a tutti...Ora, mi domando, perchè mai dovrei ubriacarmi quando posso divertirmi (e ricordare di essermi divertito) bevendo il giusto e guardando gli altri?!?! :D
Ciao Gigi!!! (PS. mi piace il tuo modo fresco e divertente di scrivere!)

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