mercoledì 8 settembre 2010

Parlando di Bisessualità (capitolo secondo)


Intendiamoci, la prima volta resta sempre la prima volta. Infatti anche la mia non fece eccezione, fu peggio dell’esibizione della Perry ieri ad X-Factor. L’eccitazione c’era, la funzione erettile pure, erano le distanze che mi fottevano.
Cercai quel pertugio in lungo e in largo, sbattendo ora qui, ora lì, trombandomi le lenzuola, finché quasi deciso a smettere feci un ultimo disperato tentativo che finalmente andò in porto.


Durai meno del record dei 100 metri. Otto secondi? Meno. Ma ero felice di esser riuscito nell’impresa e ancor più felice che tutto sommato mi fosse piaciuto.
Ricordo perfettamente “lo stacco” che provai nel passare da un uomo a una donna. Uno stacco mentale e fisico, seguito da una sorta di confusione che mi faceva rigettare l’idea di far sesso con chiunque, senza eccezioni. Un limbo dal quale si esce paradossalmente col tempo e continuando a trombare, nonostante le erezioni labili e la voglia scarsa. Così lo feci una seconda volta con una ragazza, poi una terza, poi ancora una quarta e così via. Per un lunghissimo periodo continuai a fare solo sesso etero e sinceramente non lo trovavo per nulla male, anzi.
Cominciai a considerare altre ipotesi, a vagliare altre teorie. Mi convinsi così che il sesso del partner non era importante per costruire qualcosa che andava oltre le semplici trombate. Posto che a livello sessuale le cose andavano stupendamente con le donne ciò che contava a quel punto sarebbe stato il carattere della persona.
Mi liberai di tutte le etichette possibili, omosessualità, eterosessualità e bisessualità per me non esistevano più. Stavo bene con chi mi faceva stare bene in ogni campo.

Questa nuova presa di coscienza ha significato in un certo senso la mia completa accettazione. Ero deciso a non privarmi più di niente, sia che la mia nuova fiamma fosse stata una ragazza, sia che fosse stato un ragazzo. Finalmente stavo bene con me stesso e non avevo più l’esigenza di rinnegare le storie passate con gli uomini.
No, non sono il nuovo Luca e non do motivo a Povia di sostenere tesi assurde su cavie da laboratorio nelle mani della Chiesa. In realtà avevo solo deciso di vivere la mia sessualità a 360°, e anzi, provavo imbarazzo quando confidandomi con qualcuno dicevo che mi piacevano anche le donne. Proprio perché quando sentivo storie simili pensavo alla solita paraculata degli etero curiosi. O Bramosi. Di cazzo.
Non avevo nessuna pistola puntata alla tempia, non dovevo dimostrare niente o fregiarmi del titolo di spaccafighe con gli amici, facevo ciò che mi piaceva fare scontrandomi anche piuttosto spesso con i pregiudizi di alcuni amici omosessuali. “Se uno è gay resta gay”. Ho capito ma dal momento che non ero obbligato né da me stesso, posta l’ormai completa accettazione, né da nessun altro non ci vedevo nulla di male.

Questa fase, durata qualche anno, ebbe fine con la conoscenza di Andrea e con l’ennesima modifica delle mie idee riguardo la bisessualità…


Gigi

3 commenti:

Pegasus 8 settembre 2010 16:52  

E com'è cambiata la tua idea sulla bisessualità?
Quella che hai esposto è la mia, quindi secondo me ti sei innamorato di Andrea e questo ti ha portato verso l'omosessualità, benchè magari fossi già predisposto verso di essa. Se avessi incontrato una ragazza e ti fossi innamorato di lei, chi te lo dice che non sarebbe cominciata ugualmente una bella storia?

SkraM 8 settembre 2010 18:30  

OMG!
ho aperto ora il tuo blog e ho visto che abbiamo trattato lo stesso argomento :D

seppur in maniera diversa :)

Davide 8 settembre 2010 21:54  

@Skram: e io che poco fa ho letto il tuo blog ho pensato che avessi copiato l'argomento da qui ieri :D Che roba.

Io sta storia della bisessualità come paraculata l'ho usata quando non riuscivo a dire a me stesso "Sono gay, sono gay". Mi dicevo che si, guardavo il pacco negli spogliatoi della palestra ma non voleva dire essere gay. Dopotutto andavo a letto con ragazze. E alla domanda "Sei gay?" rispondevo "No Bisex". Se lallero ... anche le mie storie con uomini continavano a vedermi bisex. Finchè è arrivato Ben e allora, 3 anni fa, ho capito che mi ero innamorato di un uomo. Ci stavo, e ci sto bene, e quindi ... quindi gay. L'ho capito: meglio tardi che mai no? :)

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